COME GESTIRE I TEMPI DI NARRAZIONE

Aggiornato il: 2 dic 2020

Vuoi gestire correttamente i tempi di narrazione del tuo racconto o del tuo romanzo? Oppure vuoi comprendere se esistono delle alternative tra le quali scegliere un tempo di narrazione adatto? O semplicemente ti occorre qualche esempio concreto per ispirarti? Qualunque sia la tua domanda inerente i tempi di narrazione, Lucia, uno dei nostri editor, ti fornirà qualche dritta in questo articolo.

Come gestire i tempi di narrazione

Ogni storia avviene in un tempo, un tempo che equivale al momento o al periodo in cui inizia, si sviluppa, e finisce, ma il tempo della storia non è, o non sempre è, il tempo del racconto.


Sai qual è la differenza?


Il tempo della storia è il cosiddetto tempo reale, il tempo nel quale si svolgono i fatti narrati. Facciamo un esempio: se si racconta la storia della vita di una persona che nasce nel 1935 e muore nel 2015, il tempo della storia avrà una durata di 80 anni e sarà costituito da giorni, mesi, stagioni, anni.


Il tempo del racconto, invece, è il tempo che nella narrazione viene dedicato agli avvenimenti narrati. Dato che non è possibile raccontare minuto per minuto quello che accade al protagonista della storia, saranno scelti alcuni o molti avvenimenti salienti ai quali saranno dedicate frasi, paragrafi, capitoli dell’opera.



Leggi anche: la descrizione di un personaggio in un romanzo.

Quindi, in genere, non c’è una diretta corrispondenza tra la durata della storia e la durata della narrazione. Le narrazioni, infatti, possono trattare gli avvenimenti in maniera differente e le situazioni possibili sono sostanzialmente quattro.




Scopri con me quali sono le quattro possibilità che hai.


Numero 1: Rallentamento

Il Rallentamento avviene quando il Tempo del racconto è maggiore del Tempo della storia. Questo avviene quando il narratore decide di descrivere in maniera dettagliata un momento particolare della storia. È il caso, ad esempio, del flusso di coscienza.


Ad esempio, nel breve tragitto tra la sua casa e l’ospedale, dove giace il padre morto, un uomo ripercorre la sua infanzia, che potrebbe durare l’intero libro.


Puoi leggere un celebre flusso di coscienza nell’Ulisse di Joyce.


Leggi anche: Come scrivere i dialoghi nei romanzi


Numero 2: Scena

La Scena avviene quando il Tempo del racconto è pari al Tempo della storia. Di solito la scena è data da una narrazione attraverso un dialogo che dà l’idea di corrispondere al tempo della storia.


Ad esempio, il momento chiave in cui due amanti si ritrovano dopo alcuni eventi che li avevano tenuti lontani e finalmente possono chiarire la situazione.


Puoi trovare esempi di scene in tutti i pezzi teatrali. Un esempio molto celebre che amo moltissimo: Sei personaggi in cerca d’autore, di Luigi Pirandello.


I quattro tempi principali della narrazione

Numero 3: Sommario

Il Sommario avviene quando il Tempo del racconto è minore del Tempo della storia. Per riassumere un periodo della vita di un personaggio, il narratore elenca alcuni episodi pregnanti per non lasciare un vuoto nella storia, ma non ritenendo utile approfondire nessuno di questi.


Ad esempio, si racconta l’infanzia del protagonista, poi si elencano velocemente gli studi effettuati e lo si ritrova il giorno della laurea, quando inizia la sua carriera lavorativa, vero fulcro della storia.


Ci sono alcuni sommari nel libro che sto leggendo: 4321, di Paul Auster, dove l’autore racconta le quattro possibili vite di Archie Ferguson. Nel romanzo alcuni momenti sono salienti e quindi dettagliati, altri, invece, sono raccontati attraverso dei sommari.


Scopri chi siamo


Numero 4: Ellissi

L'Ellissi avviene quando il Tempo del Racconto è pari a zero. In questo caso il narratore fa un salto temporale nella storia eludendo il racconto di un certo periodo di tempo più o meno lungo. Spesso questo salto è evidenziato da una riga bianca o dall'interruzione del capitolo. In alcuni casi l’ellissi può essere ripresa e il narratore può decidere di raccontare certi eventi prima evitati. Questo espediente viene utilizzato spesso nei romanzi gialli.


Ad esempio accompagniamo il protagonista in un bar dove si ubriaca e perde i sensi, accasciandosi su un tavolo. Lo ritroviamo, al capitolo successivo mentre si risveglia dentro un vicolo, solo, e con le mani insanguinate.





Quindi puoi spaziare nell'uso di queste tecniche in base a ciò che stai raccontando e in base alle sensazioni che vuoi suscitare nei tuoi lettori.


C’è un ulteriore elemento che puoi utilizzare nella costruzione della tua opera, ed è l’ordine con il quale presenti gli eventi della tua narrazione.


Il tempo della storia è cronologico, i fatti, nella realtà si susseguono in maniera consequenziale. Al nostro protagonista, che è vissuto dal 1935 al 2015, sono successi, anno dopo anno, degli eventi che lo hanno forgiato e l’hanno reso il personaggio di cui stiamo parlando adesso. Ma i tempi del racconto possono non seguire un ordine cronologico, possono sovvertire i tempi della storia e proporre delle anacronie nel testo che possono giocare con il futuro e con il passato.


il tempo narrativo e la sua importanza


Parliamo di flashback quando il narratore, dato un momento presente, torna indietro nel tempo e racconta momenti del passato del protagonista o di altri personaggi, spesso per chiarire o motivare degli eventi che succedono nella storia. In alcuni casi per raccontare tutta una storia partendo dalla sua conclusione.


Ad esempio potremmo trattare la nostra storia dal letto che accoglie il nostro protagonista negli ultimi giorni della sua vita, mentre torna indietro nel tempo con la mente e racconta che cosa è successo nel corso della sua vita.


Un libro dove i flashback sono utilizzati con grande sapienza è Le ferite originali, di Eleonora C. Caruso





Parliamo di flashforward quando, invece, il narratore racconta qualcosa che succederà dopo. È una modalità poco frequente e viene utilizzata in alcuni casi particolari.


Ad esempio, prendendo in considerazione un protagonista ancora bambino e con doti di veggente, mentre anticipa che cosa gli accadrà in futuro.


Un esempio di storia raccontata al contrario? Eravamo tutti vivi, di Claudia Grendene


Spero davvero che questo articolo sui tempi di narrazione ti sia piaciuto e ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico.


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