COME GESTIRE VERITÀ NARRATIVA E FINZIONE IN UN ROMANZO

Aggiornato il: mar 30

Un romanzo quanto deve essere fedele alla realtà? Il racconto di un luogo deve essere accurato o può essere inventato di sana pianta? E un fatto storico? Oppure gli elementi di una determinata epoca storica? Se queste sono alcune delle domande che ti stai ponendo allora sei nel posto giusto. Gli editor di the different HOUSE cercheranno di aiutarti e fornirti i suggerimenti più opportuni.


Come gestire i tempi di narrazione

Intanto, come al solito, partiamo dal principio, così sarà più semplice inquadrare il senso delle risposte. Prima di tutto, in questo articolo discutiamo di narrativa, di qualunque suo genere, ma non di saggistica o manualistica, e nemmeno di fantascienza o fantasy.


Leggi anche: Progettare un romanzo - Parte I

Rivediamo il significato di narrativa: genere letterario che comprende il romanzo, la novella, il racconto, la fiaba, ecc., cioè opere, generalmente in prosa, in cui l’autore espone fatti reali, più o meno liberamente interpretati, o puramente immaginari. [Vocabolario Treccani]


Nella definizione della Treccani bisogna dare peso e importanza al grado di libertà dell’autore: egli, nella sua opera, può scrivere ciò che desidera, narrare seguendo la propria immaginazione come meglio gli aggrada, libero da qualunque vincolo.


Per fare un esempio, nessuno potrà impedire all'autore di scrivere che la Grande Muraglia è una staccionata di plastica costruita nel 200 a.c. e posta a dividere la Cina dagli allora confini svizzeri. Proprio come l’ho fatto io in questo momento.


Ovviamente la decisione di inserire una tale asserzione implica delle conseguenze che potrebbero essere gradite se l’opera in questione fosse un romanzo umoristico, o molto sgradite se l’opera trattasse una ricostruzione storica. Cerchiamo di comprendere il perché di tanta differenza.


Il viaggio dell'Eroe è alla base di moltissime storie
Si può inserire una gondola in un romanzo ambientato nel 1200?

Narrare una storia significa comunicare un’esperienza, vera o inventata che sia e nel termine “comunicare” è racchiuso il senso vero della narrazione, ovvero mettere a fattor comune il racconto, condividendolo con un pubblico più o meno ampio.


La narrazione, essendo rivolta a un pubblico, richiede un ulteriore ingrediente, tipico della comunicazione efficace: la storia deve essere interessante. Un racconto (ma non vale solo per i racconti, ovviamente) ha bisogno di imporsi all'attenzione del pubblico, di suscitarne curiosità, o di sollevarne problemi.


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Tuttavia, i lettori non amano le scorciatoie o i trucchi, inoltre, è necessario ricordare che stiamo parlando di un pubblico pagante, di persone che hanno speso del denaro per acquistare dell’intrattenimento letterario, e dunque ha diritto di ricevere il miglior servizio possibile.


C’è una responsabilità diretta dell’autore rispetto alla qualità del proprio testo: è suo dovere porre la maggior cura possibile a ogni aspetto dell’opera. Deve essere curata la grammatica, la sintassi, e anche la veridicità di quanto esposto. Se la ricerca dei dettagli sull'epoca della costruzione della Grande Muraglia, o sui materiali impiegati, è un’attività non gradita all'autore è opportuno che eviti di esporre simili particolari nella stesura.


Entriamo nel dettaglio e studiamo alcune aree di esempio.


Luoghi. Quando l’autore racconta di un luogo reale e ne vuole dettagliare i particolari è opportuno che lo conosca molto bene. “Giunto a Times Square, Dan poté osservare le verdi colline lontane specchiarsi nei grattacieli” per quanto poetica è da evitare accuratamente.

Molti grandi autori ambientano le proprie storie nei luoghi che meglio conoscono, proprio perché sono in grado di riferirne i dettagli e le atmosfere con grande fedeltà.


Coerenze storiche. Quest’ambito è molto più complesso di quello che appare perché è in grado di celare gli errori agli occhi dei più. “Vladimiro, il centurione posto al comando della legione romana, impugnò la sciabola d’acciaio e comandò la carica contro l’esercito barbaro”. La frase sembra funzionare, ma in realtà con ventisei parole sono state prodotte almeno sei incoerenze storiche.

  1. Vladimiro: nome di origine slava non diffuso tra i romani

  2. Il comando della legione: era affidato al Legatus, mentre il centurione comandava la centuria (80-100 legionari)

  3. Sciabola: i centurioni utilizzavano il gladio, una spada corta. La sciabola apparirà molto più tardi e molto più a oriente.

  4. Acciaio: l’acciaio verrà creato solo nel tardo 1800.

  5. Carica: le legioni romane non caricavano il nemico.

  6. Esercito barbaro: i barbari non disponevano di un esercito.


Coerenze tecnologiche. Sono infide come quelle storiche. Bisogna porre sempre attenzione, alle coerenze tecnologiche, soprattutto se il romanzo è collocato in un determinato periodo storico. Immaginiamo di essere a Verona, nel 1850: “La duchessa Giorgina trascorreva i pomeriggi d’estate ascoltando le opere di Puccini riprodotte da un grammofono regalatole dal padre.”


Per quanto romantica possa essere la descrizione il problema è che il grammofono è stato creato nel 1887 e lo stesso Puccini è nato 1858. In qualche modo, l’autore è stato disattento e il lettore più accorto potrebbe rimarcare la mancanza di accuratezza.


Proseguiamo negli esempi, utilizzando altre aree di errori, seppur più lievi e molto più frequenti.


Fioriture, piante. Spesso si collocano alberi, arbusti e fiori in abitat dove non esistono o, in altri casi, si indicano fioriture impossibili. “A maggio il terrazzo di Diana diveniva un’esplosione di colori grazie ai vasi di ciclamini fioriti”. Qual è l’errore?


Animali. Come per “Fioriture, Piante” capita che l’autore descriva scorrettamente qualche particolare. I riferimenti errati possono essere molteplici e riferirsi all'abitat, alla tipologia di animale, al sistema riproduttivo. Esempio: “Era una splendida domenica di dicembre. Il fiume scivolava placido, accompagnando un germano e la sua prole verso valle.” Altro errore, lo vedi?


Ricette. Qui il rischio è altissimo poiché l’argomento è noto. Verificate bene di non scrivere corbellerie o sarete subissati dalle critiche. O almeno dichiarate la vena artistica-innovativa dello chef protagonista della scena. “Augusto finì la sua carbonara e, non ancora sazio, decise d’intingere una fetta di pane nella panna raccolta sul fondo del piatto.” Alcuni potrebbero desiderare di picchiarti per una simile affermazione.


Stagionalità. Anche qui c’è da stare attenti. È vero che viviamo nell'epoca della globalizzazione, del libero scambio delle merci, e dei congelatori ma non preparate delle melanzane alla griglia a gennaio o delle confetture di amarene a settembre. Ci vuole misura in tutto.


Spero che quest’articolo ti abbia aiutato a individuare le aree più rischiose per uno scrittore, quali attenzioni pratiche porre e come comportarsi nell'integrare alcune informazioni nell'opera.


Costruire una storia è una libera forma d’arte, non c’è l’obbligo di essere fedeli alla verità; d’altro canto, rispettare il lettore è un dovere morale di ogni autore. Tu dove ti collochi, come gestisci il rapporto tra verità e finzione, tra realtà ed invenzione?


Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi, fondatore di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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