COME PROGETTARE LA VOCE NARRANTE DI UN ROMANZO

Aggiornato il: mag 3

Chi scrive e chi racconta sono la stessa persona? Una delle prime decisioni da prendere quando inizi a scrivere una storia è come impostare la voce narrante.

Come creare la giusta voce narrante

Una delle prime decisioni da prendere quando inizi a scrivere una storia è la voce narrante.


- Chi racconta la storia che stai per scrivere o stai scrivendo?

- È facile! La sto scrivendo io, quindi sono io che la racconto.

- Sei sicuro?

- Mmh, se me lo chiedi mi sorge un dubbio.


Dunque, una parte della risposta è facile, logica e scontata: chi scrive fisicamente la storia con matita, penna, tastiera sei tu, indubbiamente; ma chi racconta la storia attraverso le tue dita, i tuoi pensieri, puoi non essere tu.


Certo, se stai scrivendo il tuo diario, quel diario è il racconto della tua vita, delle vicende che ti accadono e quindi sostanzialmente sei tu che racconti (ma anche in questo caso, dovendoci entrare a fondo, potremmo scoprire cose interessanti, ma non è il momento di approfondire il tema della voce dell’inconscio o delle altre voci che potrebbero coesistere dentro di te).


Detto questo puoi fare del tuo diario un racconto o un romanzo dove chi scrive e chi racconta sono la stessa persona.

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Ci sono diari che sono diventati dei veri e propri classici:

  • Il diario, di Anna Frank

  • Il mestiere di vivere, di Cesare Pavese

Se, invece, non stai scrivendo il tuo diario, allora tutto si complica (e in qualche caso si semplifica).


Cosa succede se stai raccontando, ad esempio, il diario di qualcun altro? Se stai scrivendo il “diario” di qualcun altro significa che, sostanzialmente, stai scrivendo la storia e le esperienze di un’altra persona. In questo caso la voce narrante è una prima persona, ma non sei tu, è l’autore del diario.


Significa che hai identificato un soggetto e gli stai attribuendo prima di tutto una serie di caratteristiche secondo le quali questa persona si comporta nella sua vita, fa delle scelte e vive delle situazioni che la vita che gli hai assegnato nella storia gli mette di fronte.

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Chi sta scrivendo, in questo caso? Sì, è ovvio, sei sempre tu che scrivi, ma chi sta raccontando?

È la persona della quale hai scelto di parlare che racconta, quindi devi fare molta attenzione perché quella persona non sei tu e quella persona ha i suoi gusti e le sue caratteristiche e si muoverà in un ambiente che è il suo.


Che cosa significa? Che è come se tu dovessi guardare il mondo attraverso i suoi occhi.


Voce narrante in prima persona o terza?
Voce narrante in prima persona o terza?

Significa che se incontra per strada un amico che non vede da molto tempo, non agisce come agiresti tu, ma come è giusto agisca lui.


E come agirà? Ovviamente sarai tu a deciderlo, ma ricorda sempre la regola della coerenza: hai preso delle decisioni nei suoi confronti quando hai definito il suo personaggio? Allora a questo punto, anche nella situazione più strana è importante mantenere la coerenza con le scelte fatte (in alcuni casi la coerenza può non essere mantenuta, ma ne parleremo in un altro articolo).


Un esempio su tutti Le avventure di Huckleberry Finn, di Mark Twain


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Di certo non tutti i romanzi sono dei diari ma molti sono scritti in prima persona, ovvero, dal punto di vista del narratore, che ha un diretto coinvolgimento nei fatti e che racconta ciò che vede, vive, conosce.


Attenzione, questo è un punto importante: racconta solo ciò che vede, vive e conosce. Non può narrare ciò che vedono o pensano gli altri personaggi nella storia, può immaginare i loro pensieri, ma non li può conoscere (a meno che non siano loro a riferirglieli).


Ecco che il narratore in prima persona, se può spaziare nel narrare i propri pensieri, non può, invece, narrare quelli degli altri. La prima persona, quindi, a differenza di quanto a volte si potrebbe pensare, è un punto di vista piuttosto limitato.


Un caso particolare di romanzo scritto in prima persona sono i romanzi scritti a più voci. Sono romanzi in cui sono tante le persone che raccontano. In alcuni casi raccontano una versione differente della stessa storia, oppure si alternano nel raccontare una parte della storia.


Un esempio tra i più conosciuti è il romanzo Mentre morivo, di William Faulkner.


Diverso è invece il romanzo scritto in terza persona. In questo caso, spesso, la storia viene raccontata da un narratore spesso onnisciente, ovvero una persona (che non esiste) che conosce tutti i fatti, tutti i pensieri, tutti i risvolti della storia che sta raccontando, scegliendo che cosa e quando dire, e cosa non dire al lettore. È il modo più semplice di raccontare, perché si può davvero fare tutto ciò che si desidera.

Qualche volta la voce narrante racconta la storia del protagonista attraverso il suo diario.

La storia di Zeno Cosini è raccontata dal suo psicoanalista, attraverso il suo diario:

La coscienza di Zeno, di Italo Svevo.

Alcuni esempi di romanzi classici con narratore onnisciente:


  • Il Circolo Pickwick, di Charles Dickens

  • I fratelli Karamazov, di Fëdor Dostoevskij

  • I promessi sposi, di Alessandro Manzoni

A cosa serve considerare tutte le tipologie di voce narrante? Innanzitutto a prendere una decisione rispetto a chi racconta la storia che stiamo scrivendo e una volta presa questa decisione, ci aiuta anche a distaccarci e a guardare le cose dal giusto punto di vista.


Il narratore è un’entità altra rispetto a noi, che può anche scegliere se palesarsi nella narrazione o essere un cronista freddo e impersonale che racconta una storia che succede a prescindere da lui e di cui lui è solamente un testimone.

Ogni storia che scriviamo può esigere un narratore differente. Se a volte, mentre stiamo scrivendo un racconto o un romanzo non riusciamo a procedere, proviamo a cambiare punto di vista, proviamo a trasformare il testo (o una parte di esso se ne abbiamo già scritto molte pagine) in prima persona in terza persona.


Cambia la prospettiva? Migliora la visuale? Si amplia il punto di vista?


Fai delle prove, sperimenta. Alcuni romanzi possono avere delle parti raccontate in prima persona e altre in terza. Trovo particolarmente interessanti le storie raccontate da diversi punti di vista perché si può spaziare e ci si può confrontare anche con diverse parti di noi stessi.

E dunque, chi racconta la storia che stai per scrivere o stai già scrivendo?


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