COME SCRIVERE BENE CON LO ZEN

Aggiornato il: mar 29

Tra tutti i libri di scrittura creativa che ho letto, ce n’è uno che ogni tanto riprendo in mano e rileggo e che mi ha sempre fornito degli spunti utili e unici, perché il suo obiettivo non è tanto quello di dirmi come scrivere bene, ma perlopiù di SCRIVERE.


Qui di seguito un personale decalogo tratto dal libro, in fondo, la fonte ispiratrice. Buona lettura!.



Scrivere bene con lo zen


1. Scrivi a mano. Una penna o una matita e un foglio di carta. Tieni la mano in movimento, come facessi un esercizio fisico, un allenamento. Non cancellare, non preoccuparti dell’ortografia, della punteggiatura, della grammatica. Perdi il controllo dei tuoi pensieri e scrivi ciò che ti viene in mente. Senza filtri. È quasi un esercizio di meditazione. Rileggi dopo alcuni giorni, probabilmente troverai degli spunti molto interessanti.


2. Fai esercizio. Scrivere per fare esercizio significa che puoi permetterti di scrivere qualsiasi cosa senza darti delle strutture, senza l’obiettivo di scrivere una poesia in endecasillabi o il capitolo di un romanzo che va da quell’azione a quell’altra. Significa guardarti intorno ed esercitarti a scrivere di qualsiasi cosa: la poltrona del tuo salotto, la forbice che utilizzi da tanti anni, il calendario dell’anno scorso che tieni ancora appeso alla parete, ecc.


3. Guardati dentro. Se scrivi tutto quello che pensi, i sentimenti che ti suscita ciò che è intorno a te o i tuoi pensieri, se accetti di scrivere anche male ma di scrivere di tutto ciò che funziona e non funziona nella tua vita, allora significa che non stai scappando da nulla. Ogni tua sensazione può essere uno spunto per scrivere. Non importa se quello che scrivi non lo userai in un racconto o un romanzo. Forse sì, forse no, forse in parte.


Leggi anche Takete e Maluma


4. Scrivi dettagli originali. Non essere scontato e cerca i dettagli che sono caratteristici della tua esistenza. In ciò che scrivi il dettaglio caratterizza il tuo pezzo: non stai parlando di un albero, di una casa, di una città ma dell’albero dove ti sei arrampicato da bambino, della casa di tua zia, della città dove è nata tua nonna. Solo tu puoi trovare i dettagli più giusti per descrivere questi oggetti e renderli davvero unici.


5. Ascolta. Significa ascoltare lo spazio intorno a te e tutto ciò che contiene: devi aprirti all’ascolto con tutti i tuoi sensi, lasciare semplicemente che il tuo corpo percepisca e racconti quello che sente, senza dichiarare le sue emozioni ma mostrandole. Non devi dire al lettore che cosa deve provare, devi mostrargli la situazione e lui sentirà insieme a te.


6. Utilizza le parole precise. Devi essere curioso e scrivere in maniera precisa quello che stai descrivendo. Se parli di un albero specifica se è un acero o una quercia, se il protagonista sta usando una spatola in gomma da cucina, scrivi che sta usando una marisa. Nominare in maniera specifica degli oggetti, dei concetti, delle situazioni, non significa utilizzare un linguaggio sofisticato, significa essere precisi e competenti.


7. Guarda con occhi nuovi. È una frase scontata, lo so, ma non è sempre scontato farlo. Prova a uscire e andare a scrivere altrove, invece che alla tua scrivania. Prova a passeggiare nella tua città con gli occhi di un turista, prova a guardare le cose senza darle per scontate. E descrivi quello che vedi. E quando pensi di aver finito, prova a continuare, prova ad andare oltre.

8. Rompi i tuoi schemi. Ognuno di noi ha un proprio stile di scrittura. Sì, anche tu. Bene. Prova ad infrangerlo. Prova a scrivere la stessa cosa che hai scritto con un altro stile, con altre parole, con una sintassi differente. Mettiti in gioco. Sperimenta.

9. Divertiti. Scrivere deve essere un atto divertente. Non facile, attenzione, divertente. Divertirsi significa ricreare il proprio spirito volgendolo a nuovi pensieri, provare piacere nel fare qualcosa. Ecco: lasciati trasportare in territori nuovi, senza la percezione del tempo che passa, senza guardare l’orologio e dire: “Uff, sto scrivendo già da mezz’ora.”

10. Apprezza quel che scrivi. Quello che scrivi non piacerà mai a tutte le persone che lo leggeranno, è così: non potrai mai scrivere qualcosa di unanimemente apprezzato. E allora? Allora scrivi con passione e con la consapevolezza che prima di tutto la tua scrittura deve essere accettata e apprezzata da te stesso. Sii tu il tuo primo critico, ma svolgi questo ruolo con una sincera benevolenza, perché, ricordati, sei e sarai sempre tu anche il tuo giudice più spietato.

Vuoi saperne di più? “Scrivere Zen”, di Natalie Goldberg, Ubaldini Editore



Non perderti nulla e se ti è piaciuto seguici su Facebook, Instagram o Tik Toke visita la nostra pagina web

63 visualizzazioni0 commenti