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COME SCRIVERE LE SOTTOTRAME

Aggiornato il: mar 31

Il successo di un romanzo è determinato da molti fattori: la voce dell’autore, la trama, le ambientazioni, l’interesse che i personaggi riescono a creare nel lettore, la potenza espressa dall’arco narrativo del protagonista, il realismo dei dialoghi… Insomma, un mix di ingredienti difficile da realizzare, sia per la qualità richiesta, sia per i tecnicismi insiti. Tecnicismi che sono spesso nascosti agli occhi dei meno esperti, anche dei lettori più attenti, eppure sono presenti e caratterizzano le opere di valore.


Fatta questa doverosa premessa, il nostro mestiere di editor ci consente di leggere centinaia di testi di autori più o meno esordienti, permettendoci di disegnare una sorta di mappa delle carenze più comuni. Questo articolo nasce sulla base dell’esperienza maturata che ha evidenziato quanto gli autori, coinvolti nella scrittura del testo, dimentichino alcuni elementi di grande importanza.


Bivio

Le storie che ci vengono inviate sono spesso ben scritte, originali, curate nei dettagli, tuttavia, si concentrano solo sul protagonista o sull’azione principale e suoi sviluppi nel tempo. Questo procedere appiattisce il testo e non lo caratterizza.


Quindi, mantenendo presenti gli elementi descritti nell’introduzione e immaginando che siano stati ben sviluppati, quale espediente tecnico narrativo aggiunge profondità al romanzo che stai scrivendo? Risposta facile: una sottotrama accattivate.


Eh sì, le sottotrame sono l’ingrediente segreto. Aggiungono spessore all’opera e ne valorizzano l’arco narrativo. Non solo, quando bene usate sostengono la trama principale, come pilastri posti tra i capitoli più lenti, quelli di transizione, evitando così i cali d’interesse del lettore.


Rileggi bene quello che ho appena scritto, l’ultima frase, perché è difficile da realizzare, ma di grande valore. La sottotrama non va a sovrapporsi alla trama principale, invece la sostiene, la puntella, si presenta quando il flusso principale rallenta. Per questo, spesso il suo culmine è nel secondo atto.


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Sgombriamo subito il campo da un equivoco latente: la sottotrama non è sempre necessaria. Una stesura potente, ricca, coinvolgente, può avanzare a prescindere. Ciò non toglie che la sottotrama sia un elemento che arricchisce.


Sei tu, nelle vesti di autore, a decidere se la sottotrama che vuoi inserire è direttamente collegata al protagonista, a un altro personaggio o se, addirittura, è totalmente esterna alla vicenda principale. Ciò che conta è dare senso all’insieme, amalgamando in maniera coerente i due filoni, che comunque dovranno ricongiungersi prima del finale.




I ritmi con i quali alimenti la sottotrama sono un aspetto molto delicato. Questo significa che non devi solo preoccuparti di creare una vicenda coinvolgente, ma anche di esporla con sapienza nei punti giusti della trama, con l’idea di sostenerla. Binari paralleli che dovranno ricongiungersi. Ti farò qualche esempio, non solo letterario, prima della fine dell’articolo.

Per adesso concentriamoci su come la tua sottotrama deve ricondursi alla storia principale e rinforzarla.


Ti suggerisco di porti tre domande.

1. In che modo la mia sottotrama supporta la storia?

2. La mia sottotrama cosa o chi caratterizza?

3. La mia sottotrama ha un colpo di scena o un finale inatteso?


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La prima domanda ha lo scopo di farti riflettere sui tempi della sottotrama e le connessioni con la trama principale. La seconda domanda si sposta sull’asse della profondità e ti invita a riflettere sul valore che trasmetti al lettore. Infine, la terza domanda ti stimola a verificare che la sottotrama non sia banale.


Come vedi, non è molto semplice trovare gli equilibri giusti. C’è anche da considerare il caso opposto: la sottotrama che diventa più interessante della trama principale. Questo sarebbe un errore fatale per il risultato complessivo.

Prima di esporti i differenti tipi di sottotrama che puoi integrare nella tua storia, voglio ricordarti un ulteriore valore che questo tecnicismo può aggiungere al tuo romanzo: il cambio di tono.


Significa che potresti arricchire la tua opera con una sottotraccia che utilizza un accento differente dalla trama principale. Ad esempio, se il tuo tono è drammatico, profondo, riflessivo, la sottotrama potrebbe essere distesa, comica, rilassante. O viceversa: la storia principale racconta con leggerezza la crescita del protagonista mentre la sottotrama ne evidenzia un lato oscuro e nascosto.


Ti stai domandando se puoi costruire più sottotrame? Certo che sì. Non ci sono limiti, né in un senso né nell’altro. Puoi sovrapporre quante sottotrame desideri, proprio come strati di una torta, ma devi essere un abile pasticciere capace di dosare e amalgamare, poiché il rischio di un gran pasticcio è dietro l’angolo.


Il nostro consiglio è di iniziare sempre con le cose più semplici. Bene, ora che hai chiaro il senso di una sottotrama, dove e come sistemarla, quale valore affidargli e il tono da utilizzare, possiamo verificare le diverse tipologie che hai a disposizione.


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La sottotrama amore

Credo che sia la più utilizzata in assoluto. Diventa un espediente molto potente quando si contrappone a una trama principale che racconta altro: un thriller, un romanzo d’azione o d’avventura, o un horror. Spesso questo tipo di sottotrama serve a creare una prospettiva differente del protagonista, creando profondità ed evidenziando aspetti nascosti.


Nella sottotrama d’amore il protagonista (o uno dei personaggi principali) ha un legame con un familiare, un amico, oppure un vero rapporto amoroso. Devi essere abile a trasmettere al lettore l’importanza che questo legame ha per il protagonista. Deve essere qualcosa di fondamentale per lui, qualcosa che aggiunga tensione e forza alla narrazione, rivelando anche i suoi lati deboli, il tallone d’Achille.


Quanti film, o romanzi, hai letto durante i quali il protagonista, un vero duro, tutto muscoli e pugni, era disposto a sacrificarsi pur di salvare il proprio amore? Vero? Classica sottotrama da giallo o d’avventura: mentre il protagonista è alla ricerca del tesoro, del colpevole, della verità, lo scrittore puntella la storia di momenti familiari, o romantici. Quando i cattivi lo scopriranno cercheranno di sfruttare a loro vantaggio la situazione. L’effetto drammatico aumenta, la tensione anche, e il lettore sarà portato a sviluppare empatia e a sentirsi coinvolto.


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La sottotrama passato

Anche questa è un bestsellers delle sottotrame. Per realizzarla devi nascondere qualcosa nel passato del protagonista e rivelarlo lentamente. Gli scopi che puoi porti possono essere diversi: mostrarne un lato insospettabile, fornire la chiave di lettura per il finale, sorprendere il lettore stravolgendo la verità della trama principale.


Ovviamente, può esserci un legame con la sottotrama d’amore. Dipende da te. Ma ricordati: crea sempre un legame tra sottotrama e trama principale, e cerca di utilizzare toni differenti.


La sottotrama comica

Più rara delle sottotrame precedenti e molto più difficile da realizzare. Quando scrivo comica mi riferisco al senso più ampio del termine, poiché lo scopo di questa traccia è alleggerire l’atmosfera, le ambientazioni, i toni della trama principale.


La difficoltà non è solo saper scrivere una sottotrama divertente, ma soprattutto inserirla nel dramma con perizia, evitando capitomboli narrativi. Il gusto finale deve risultare agro dolce e in questo gli sceneggiatori della commedia italiana sono stati dei maestri.


La sottotrama narrativa

Questa tecnica si utilizza in una occasione molto particolare: quando la trama giunge a un bivio e si divide in due filoni. La nuova sottotrama potrebbe raccontare una storia parallela ma differente, utile ad alimentare la tensione nei momenti di calo della trama principale, oppure potrebbe essere costruita ad arte per modificarne il tono, o anche per mostrare un aspetto che la trama principale non riesce a rivelare, ad esempio le ambientazioni.


Il gioco delle sottotrame è proprio questo: controbilanciare la storia principale, arricchendola dove è più debole. Come hai letto, lo spettro d’azione è molto ampio e può coinvolgere protagonisti e personaggi, luoghi e tempi, a secondo del tuo bisogno.



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Esempi famosi di sotto trame


Ora ti farò qualche esempio cinematografico, pescando tra i film più popolari:

  • Il signore degli anelli: le due torri – La sottotrama nasce dalla separazione della compagnia dell’anello. Il protagonista è sempre Frodo con il suo obiettivo finale, ma l’espediente narrativo consente di alimentare con la tensione tutta la durata del racconto, sfruttando le avventure degli altri personaggi. Lo storytelling di questo episodio fornisce molti insegnamenti: una trama principale (Frodo e Sam) e molte sottotrame che, come rivoli di un unico fiume, convergono verso un finale epico. L’esposizione deve essere organizzata con una scaletta precisa, minuziosa. Ti assicuro che non si può improvvisare.

  • Harry Potter – Anche la Rowling è stata bravissima a inserire più di una sottotrama nei romanzi del giovane mago. Infatti, non la cito per un singolo esempio, ma per la capacità di crearne più di una sottotraccia permanente, in grado di perdurare nell’intera saga. Questo è un salto ulteriore ed è anche molto scaltro poiché stabilisce un doppio legame con il lettore, il quale non solo è interessato a leggere una nuova avventura ma anche a comprendere se nella nuova pubblicazione quella sottotrama si svelerà completamente. Ecco, quindi, il rapporto tra Hermione e Ron, o i segreti racchiusi nella figura di Piton.

  • Forrest Gump e Rocky ICosa hanno in comune le sceneggiature di due campioni d’incassi tanto diversi tra di loro? Da una parte la fantastica storia di uomo non molto intelligente ma buono e coraggioso e sempre nel posto giusto al momento giusto, dall’altra la storia di giovane di periferia, un piccolo delinquente con la passione della boxe che arriverà ai vertici della disciplina e della popolarità. Capito? Certo, hanno in comune la sottotrama d’amore che svela la profondità dei protagonisti. Per Forrest è Jenny, per Rocky è Adriana. Due amori da conquistare, diversi, ma che ci hanno coinvolto ed emozionato.


Esistono migliaia di sottotrame, milioni: dall’Amleto di Shakespeare a Cent’anni di solitudine di Marquez, da Io uccido di Faletti a Il Cacciatore di Aquiloni di Hossein. L’elenco sarebbe quasi infinito e quindi la domanda ritorna nuovamente: è sempre necessaria una sottotrama?

No, non credo. La scrittura è arte e l’arte non ha regole. È la sapienza dell’artista, la sua creatività, la capacità di trasmettere emozione, a determinare la qualità dell’opera.

Tuttavia, i consigli aiutano coloro che muovono i primi passi in una disciplina tanto interessante quanto complessa come la scrittura. E il mio è quello di integrare una sottotrama nell’opera.


Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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