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Scrivere un romanzo giallo: regole e consigli

Aggiornato il: lug 5

È da tempo che ti ronza in testa l’idea di scrivere un romanzo giallo, ma non sei sicuro di come fare. Ti stai domandando quanto sia complicato, se c’è il rischio di ritrovarsi in qualche vicolo cieco, se puoi lasciarti andare alla creatività o se devi organizzare tutto meticolosamente.


Questo articolo è quello che ti serve per chiarirti le idee. Ti spiegherò passo dopo passo le regole base per scrivere un giallo. Ti insegnerò un metodo, il mio metodo, che di certo non è l’unico, ma ti consente di iniziare una stesura da zero. E per farlo mi avvarrò di un esempio che manterremo per tutto l’articolo. Così potrai avere l’idea pratica di un progetto.



Bivio

Iniziamo. A differenza degli altri generi il romanzo giallo richiede un’architettura precisa, un telaio narrativo all’interno del quale dovrà scorrere il flusso creativo. Perché? Perché il lettore di gialli è un segugio.


Sin dalla prima pagina, il lettore di gialli indossa i panni dell’investigatore e vuole scoprire chi è il colpevole. Sarà attento ad ogni dettaglio e non ti concederà spazio per errori o trucchetti. Quindi devi essere molto attento. Nel mio metodo i punti cardine sono tutti fissati, così potrai giocare con il tuo lettore e sorprenderlo nel finale.

Se ti stai domandando quanto questo incida sulla tua creatività di autore la mia risposta è: «Per nulla». Siamo come pittori che stanno decidendo la tela da utilizzare e il soggetto da dipingere. I contenuti e i tecnicismi insiti sono tutti da venire.


Vediamo come procedere. La prima cosa che devi stabilire è l’epoca di riferimento. L’importanza del periodo storico in cui collocherai il romanzo supera di gran lunga il luogo dove esso si svolgerà. Per i tuoi occhi, non per quelli del lettore. Sai perché? Perché a secondo del periodo scelto dovrai conoscere differenti procedure d’indagine e avrai a disposizione più o meno mezzi scientifici di supporto.

La scienza applicata alle indagini e databile tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. Da quella data, la cosiddetta indagine scientifica si è evoluta sino ai giorni nostri, con banche dati, DNA, recupero delle celle telefoniche e tanto altro. Se il romanzo giallo è ambientato nella Roma di Cesare non avrai né le impronte digitali né autopsie, ma se lo ambienti ai giorni nostri devi essere preparato.

Per convenzione supponiamo che hai la Milano degli anni Sessanta. In questo modo ti semplificherai la vita e il romanzo avrà un’impronta più deduttiva poiché l’aspetto scientifico apporterà di meno.


Il secondo passaggio è la scelta del protagonista. Troverai nel nostro Blog un articolo dedicato a come scrivere i personaggi e ti sarà di aiuto, ma qui dobbiamo fare un paio di precisazioni. Quando scrivi un romanzo giallo il tipo di investigatore che scegli è determinante. Se il protagonista è un poliziotto avrà la possibilità di accedere a risorse investigative che un protagonista giornalista non avrebbe.

Per i tecnicismi del romanzo giallo il poliziotto è quello più avvantaggiato, mentre il detective privato dovrà lavorare sfruttando di conoscenze e rapporti. Avvocati, scrittori, giornalisti, e tutti gli altri si avvarranno di intuito, sensibilità e conoscenze interne all’ambiente.


Ok, chiarito questo passaggio, hai deciso che il tuo investigatore è un commissario di polizia. Riassumiamo: il delitto avviene nella Milano del boom economico e chiamato a risolverlo sarà Domenico Iena, commissario di polizia.


Leggi anche: Come scrivere un romanzo rosa

CONOSCERE TUTTO


Ora, devi stabilire su cosa il commissario Iena investigherà. È venuto il momento di identificare:

1) Chi è l’assassino

2) Chi è la vittima

3) Il movente

4) L’arma del delitto

5) Luogo e occasione


E già, stai scrivendo la soluzione. Sei stupito? Sappi che se vuoi architettare tutto devi sapere tutto. O quasi. Quindi mettiamoci al lavoro e costruiamo l’esercizio: l’assassino sarà il portiere del palazzo dove lavora la vittima; la vittima è un noto avvocato; il movente sarà l’amore; l’arma del delitto un pugnale scomparso; il luogo è lo studio; l’occasione la sera sul tardi.


È un esercizio semplice. Puoi sostituire i personaggi a tua discrezione e il portiere del palazzo potrebbe diventare l’amico del calcetto, il suocero, la signora del piano di sotto e il movente amore sarebbe ancora valido. Basterà motivarlo in maniera credibile. Scatena la tua fantasia: gioca con i cinque punti e ti accorgerai che ci sono milioni di soluzioni possibili. Almeno tante quanti sono i libri gialli che sono stati pubblicati.


Siccome sei tu lo scrittore, tu devi conoscere il motivo che ha spinto l’assassino a compiere il delitto: il portiere del palazzo ha ucciso l’avvocato perché non sopportava l’idea che l’uomo avesse messo incita la figlia e poi l’avesse scacciata. La giovane figlia che si occupava delle pulizie dello studio dell’avvocato. Il tuo compito è tenere nascosta la verità il più possibile, ma fornire al lettore alcuni spunti.


Ovviamente, il portiere avrebbe potuto compiere il delitto perché l’avvocato aveva una relazione con la moglie o, modificando le età, con la madre. Puoi sempre optare per molte variabili: scegli la possibilità che ti attrae di più.


LE FALSE PISTE


Definito perché l’assassino compie il delitto il passaggio successivo è progettare le false piste e i relativi personaggi connessi. Lo schema che ti propongo è il più semplice, molto lineare, e molto efficace:


Scoperta del delitto > Falsa pista 1 > Falsa Pista 2 > Falsa pista X > Soluzione


Osserva con attenzione le fiction televisive o le serie di gialli tv e ti accorgerai che la maggior parte delle sceneggiature adotta questo schema.

Cerchiamo di capire come farlo funzionare. Prima di tutto assegnerai a ogni falsa pista un personaggio e dovrà avere un buon movente, in altre parole dovrà essere credibile.


Proseguiamo nel nostro esempio:

Falsa pista 1: la moglie dell’avvocato. Movente: il marito la picchiava. Nessun Alibi.

Falsa pista 2: Il socio in affari. Movente: debiti contratti. Alibi molto fragile.


Incominciamo a intravedere la struttura del giallo. Il commissario Iena, chiamato a risolvere il delitto dell’avvocato Ponzio, dopo la prima fase, vaga e interlocutoria, scoprirà che la moglie era maltrattata e che non ne poteva più del marito. Basterà la testimonianza di un conoscente, qualcuno che dica: «Bè, il lato buono di questa faccenda è che la poveretta si è liberata di quell’animale di suo marito.». Chiaro?


Il mestiere dello scrittore sarà convincere il lettore che la moglie è davvero la colpevole e dovrà farlo attraverso gli occhi del commissario.

Nello stesso modo dovrà emergere la seconda falsa pista: parlando con gli amici del circolo, oppure ritrovando un documento, o attraverso le confidenze di qualcuno vicino alla vittima. La parola d’ordine di un romanzo giallo è credibilità.




LA STRUTTURA


Hai predisposto le basi del romanzo, ma devi assicurarti di sistemare alcuni tecnicismi in maniera impeccabile per completare il telaio. Devi tenere a mente tre punti affinché la struttura del tuo romanzo giallo sia solida e crei la giusta tensione.

1) Il delitto deve avvenire all’inizio del romanzo. Se non sarà nel primo capitolo, sarà nel secondo. Lo scopo del romanzo giallo è coinvolgere il lettore in una indagine e non puoi farlo attendere troppo.

2) Il colpevole deve apparire presto, ma non dovrà essere distinguibile. Il suo ruolo è marginale. Sarà una delle tante comparse iniziali. Devi lasciare qualche indizio, non esplicito, ma che consenta al lettore di porsi il dubbio per quella presenza.

3) La prima pista deve far dire al lettore: “Bè, tutto qui? Facile l’ho capito subito.” La seconda invece gli farà dire “Cavolo, non è così facile. Ora ho capito”. Chiaro?


Il primo punto è sintetizzabile con: se non c’è mistero non c’è giallo. Questo non significa che l’incipit deve essere per forza il delitto. Un esempio: nel tuo caso l’incipit potrebbe riguardare il litigio violento tra un uomo e una donna che gli dice di essere incita. Non scriverai nessun riferimento all’avvocato e alla figlia del portiere, ma la scena dovrà comunque essere potente. Al capitolo 2 ci sarà il ritrovamento del cadavere dell’avvocato, ma nessun nesso collegherà i due capitoli.


Il secondo punto è divertente da gestire. Potresti fare in modo che il portiere del palazzo sia il primo ad accogliere il commissario. E magari anche qualche altra volta quando il tuo detective tornerà sulla scena del delitto. Poi, per caso, lo incontrerà mentre è insieme alla figlia con il pancione. Dovrai lavorare sul seminare piccolissimi indizi, ma mettendoli sullo sfondo, sfocati.


Il terzo punto costituisce la trama del romanzo. Dovrai mettere in fila le piste che hai immaginato. Ragiona come farebbe il commissario, non come fai tu. Il tuo detective avrà due piste da seguire: la moglie percossa e il socio indebitato. E avrà ottimi motivi per farlo, al punto che il tuo lettore si convincerà non c’è alternativa. Avanzando nella stesura, deciderai se, come e quando smontare i sospetti per convogliarli da una parte all’altra.

Ad esempio, potrebbe presentarsi in commissariato il signor Panzulli, e dichiarare che la moglie dell’avvocato non era da sola, ma era con lui, il suo amante. La donna non l’aveva confessato al commissario perché si vergognava a dichiarare la loro relazione. Oppure, è lei stessa che lo ammetterà dinanzi alla minaccia di arresto. O anche, potresti mantenere il dubbio fino alla fine. La regola è che deve essere credibile.


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LA SOLUZIONE


Che avvenga alla fine del romanzo è ovvio, ma deve essere ben gestita. Il lettore deve essere persuaso che l’ultima pista seguita dal commissario sia quella giusta. Il socio in affari è il colpevole. Ci sono tutti gli indizi, manca solo la prova. Ecco, basterà recuperarla e il caso sarà risolto.


Ma la prova non ci sarà perché interverrà il finale a sorpresa.

Scatena la tua fantasia. Qual è un modo credibile per il quale il commissario possa comprendere la verità? Ne scoprirai tanti, dal più semplice al più complicato.


Un esempio? Tra gli alibi dei condomini il commissario ha notato che il portiere, con la moglie e la figlia avevano testimoniato di essere rimasti la sera di quel giovedì insieme a guardare la TV. Verso la fine del romanzo, il commissario scopre che la moglie ogni giovedì si incontra con le amiche per la partita di carte settimanale. E le amiche confermeranno la presenza della donna la sera del delitto. L’alibi è falso. A questo punto il commissario si insospettisce e il portiere cede all’interrogatorio e confessa.


Ora potresti anche cambiare il progetto e svelare che il delitto non l’ha commesso il portiere, ma la figlia e l’uomo la sta proteggendo.


PROTAGONISTA E SOTTOTRAME


Ancora più che nella letteratura normale, nei romanzi gialli il protagonista deve essere un personaggio speciale. Ricco di contraddizioni, di aspetti che lo rendono unico, affascinante, magari anche discutibile, ma di certo non lascia indifferenti. Il mondo è pieno di detective privati, poliziotti, investigatori di ogni sorta. Il tuo cos’ha di speciale da offrire?

Però, fai attenzione a non cadere negli stereotipi.


Secondo argomento: ti suggerisco di inserire una o due sottotrame. Potrai sfruttarle per connotare meglio il tuo protagonista, per svilupparne un secondario, per creare una situazione che aiuti a comprendere l’ambiente.


Il valore delle sottotrame è anche quello di sostenere il romanzo quando ci sono cali di ritmo. Qualche esempio di sottotrame in poche battute? Eccoli:

1) Il commissario è appena arrivato in città. Come farà a trovare la casa giusta?

2) Il commissario ha una complicata relazione con la moglie del Prefetto.

3) L’ispettore ferma una ragazzina ladruncola di biciclette e ci si affeziona.


Hai notato come puoi intrecciare la trama principale a un’altra storia parallela che arricchirà il romanzo? A te cosa viene in mente?


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RISPETTARE IL LETTORE E ROMPERE LE REGOLE


Hai scoperto come con il mio metodo puoi costruire il progetto per dare vita a un romanzo giallo. È l’unico metodo possibile? No. Ci sono delle regole obbligatorie? No. È solo un metodo. Studia i grandi romanzi gialli, leggili, e cerca di individuare la tecnica scelta dallo scrittore: quante false piste ha inserito? Quanti indizi ha distribuito? Cosa aveva di speciale il suo investigatore.


Impara le regole e poi rompile, ma niente trucchi: le soluzioni devono sempre essere credibili, non devono capitare per caso o piovere dal cielo come strampalate coincidenze.

In un prossimo articolo approfondiremo il genere del giallo parlando di sottogeneri e delle loro particolarità. Ora fammi sapere che ne pensi di questa piccola guida.

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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