5 CONSIGLI O CINQUE CONSIGLI? - SAI COME SI SCRIVONO I NUMERI IN LETTERATURA?

Aggiornato il: mar 30


come scrivere i numeri nei romanzi

Ho creato questo incipit per giocare con te e scoprire insieme come si scrivono i numeri nella narrativa. Leggilo e dimmi che ne pensi:


*** Si era agli inizi del ‘900 e il fattaccio avvenne il I° giorno di maggio. A compierlo fu Arturo, il figlio del fornaio. Era un ragazzino magro magro, meno di 50kg, ma alto una spanna più del padre; forse superava i 2mt. Alle 7:00 del mattino, mentre i grandi lavoravano nel retrobottega, afferrò 120 lire dal cassetto del negozio – il cinquanta per cento del denaro riposto – e scappò in strada. Da lì, corse a perdifiato, giù fino in piazza, con un’idea precisa nella testa: prendere l’autobus delle sette e trentacinque. Quello che Arturo non aveva previsto era folla di braccianti che si accalcavano per andare a Roma a manifestare. Non erano dieci milioni, ma comunque erano tanti. In seguito, qualcuno disse che si erano radunati tremila settecento ventidue contadini; la questura dichiarò un 100naio, al massimo. ***


«Michele, la storia potrebbe anche svilupparsi, ma credo che ci sia qualche numero di troppo e anche scritto male.»


Esatto! Il brano nasce per giocare con i numeri. L'ho scritto perché credo che, qualche volta, ti sia capitato di essere attraversato da un dubbio: “Quel numero lo devo scrivere in lettere o in cifra?”.


Proviamo a fare un po’ di chiarezza.


*** PREMESSA *** Siamo all'interno di un contesto letterario, della stesura di un racconto, di un romanzo. In una mail tra amici o in un messaggio WhatsApp le cose funzionano diversamente. Ma questo già lo sai. *** FINE PREMESSA ***


Benissimo, iniziamo con la regola aurea. La regola aurea dice che… [rullo di tamburi]: in un contesto discorsivo e in ambito letterario, i numeri vanno scritti per esteso.


Fanno eccezione orari e percentuali. Di solito.


«Come “di solito”, Michele? È una regola o non è una regola?»


È una regola, ma ci sono anche alcune eccezioni. Nell'editing letterario capita di frequente di doverne gestire, ma andiamo in ordine. Le regole le scriviamo subito:


A. Numeri in un contesto discorsivo: si scrivono in lettere. B. Numeri per dati o statistiche: si scrivono in cifre. C. Come separare le migliaia: con un puntino basso. Per i numeri di grandezza maggiore (milioni/miliardi) si può utilizzare una forma mista, con lettere e cifre. D. le date: giorno in numero arabo, mese in lettere con iniziale minuscola, anno in numero arabo. E. Ore: si scrive in lettere, ma se indica un determinato momento del giorno di scrive in cifre. Tra ore e minuti si mette la virgola.



Almeno abbiamo un riferimento, poi le cose sono un po’ più complicate. Riscriviamo il brano e vediamo se riusciamo a chiarire:


*** Si era agli inizi del Novecento e il fattaccio avvenne il primo giorno di maggio. A compierlo fu Arturo, il figlio del fornaio. Era un ragazzino magro magro, meno di cinquanta chili, ma alto una spanna più del padre; forse superava i due metri. Alle sette del mattino, mentre i grandi lavoravano nel retrobottega, afferrò centoventi lire dal cassetto del negozio – il 50% del denaro riposto – e scappò in strada. Da lì, corse a perdifiato, giù fino in piazza, con un’idea precisa nella testa: prendere l’autobus delle 7,35. Quello che Arturo non aveva previsto era folla di braccianti che si accalcavano per andare a Roma a manifestare. Non erano 10 milioni, ma comunque erano tanti. In seguito, qualcuno disse che si erano radunati 3.722 contadini per andare a protestare; la questura dichiarò un centinaio, al massimo. ***


Meglio vero? Allora via con il riassunto:


Le lettere hanno la priorità, ma a volte i numeri semplificano la vita. È il caso del numero dei contadini del mio brano, che scritto per esteso fa venire il mal di testa.


L’orario, quando è una indicazione precisa come nel caso dell'autobus, si può scrivere in cifre. Alcune case editrici adottano i due punti per separare le ore dai minuti, io preferisco la virgola.


Anche i milioni e i miliardi vanno letti nel contesto. Generalmente sono preferibili espressi in lettere (un miliardo) ma a volte la cifra aiuta (17 miliardi, invece di diciassette miliardi).

Invece, le percentuali devono essere scritte in cifra con il simbolo che segue. Anche in questo caso ho più volte incontrano qualche eccezione sul simbolo.


La data del mio brano è fissata al primo maggio, quindi l'ho scritta in lettere, ma se i fatti fossero avvenuti tre giorni dopo avrei scritto il "4 maggio": numero arabo per il giorno e mese con minuscola.


Il Novecento e non il novecento o il '900. Il Sessantotto e non il 68. Sono riferimenti storici rilevanti, dunque si esprimono in lettere e con la maiuscola. D'accordo?


Altro caso che capita di frequente durante l'editing di un libro è dover gestire in eccezione l’inizio di un brano, ad esempio: “Cinquemila alberi da pesco erano sparsi sulla piana” è preferibile a “5.000 alberi da pesco […]”


Un po’ più chiaro? Speriamo. Vorrei esserti stato utile.


PS: dimenticavo, “5 consigli” o “Cinque consigli”? 😊


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