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Gli archetipi di Jung


Il termine archetipo è di derivazione greca e significa immagine, anche se la sua scomposizione è ancora più precisa e deriva dall’unione di “modello” e “iniziale”.


Nello storytelling contemporaneo gli archetipi sono una rappresentazione standardizzata dei differenti personaggi, delle loro caratteristiche, del loro ruolo all’interno della narrazione. Come suggerisce il termine, sono i modelli primordiali, i cliché psicologici all’interno dei quali possono essere collocate tutte le persone e, dunque, i personaggi a cui si ispirano.


A partire dagli studi dell’antropologo inglese James Frazer, la critica archetipa pone attenzione agli aspetti ricorrenti della vita. Ai nostri giorni il lavoro di teorizzazione più conosciuto è quello esposto nelle opere scritte da Joseph Campbell (L’eroe dai mille volti) e da Cristopher Vogler (Il viaggio dell’Eroe), ma le fondamenta su cui posano i loro testi sono state gettate dagli studi di Carl Gustav Jung e, per comprendere al meglio il senso degli archetipi, è proprio da lui che iniziamo.

Affronteremo il lavoro di Campbell e Vogler in un prossimo articolo.


Gli archetipi di Jung

Carl Gustav Jung


Alla base degli archetipi letterari (e non solo) c’è il pensiero di Carl Gustav Jung, psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo. Creatore della "psicologia analitica" teorizza un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi. È una “forma universale del pensiero” che, ridotta ai minimi termini, rappresenta i valori in cui le persone credono o da cui sono condizionate, più o meno consapevolmente. Negli archetipi si individuano modi di essere e di comportarsi comuni a tutti gli uomini.


Alla nascita, secondo Jung, il nostro inconscio contiene già delle impostazioni psichiche ottenute per via ereditaria. Ecco perché sono collettive e ognuno può ritrovarle. A questi comuni denominatori si aggiungono gli inconsci individuali, ovvero quella parte di sviluppo personale derivato dal percorso che ognuno compie vivendo. Siamo la somma di due addendi: uno schema di base universale più la nostra esperienza.


Addentrandoci ancora un po’, scopriamo che Jung teorizza quattro funzioni fondamentali: pensiero, sentimento, sensazione e intuizione.

Ogni donna e ogni uomo possiede un equilibrio differente delle funzioni: ciò che è dominante in un individuo potrebbe non esserlo in altro, o esserlo in maniera differente. Ecco che l’archetipo, modello universale e primordiale di riferimento, diventa unico grazie al tocco magico dell’esperienza personale e della diversa dominanza che le funzioni hanno per i singoli individui.

Per Jung, una disciplina basata sugli archetipi è l’astrologia, la quale assegna alle figure dello Zodiaco, caratteristiche, simbolismi, che hanno lo scopo di decifrare il significato dei comportamenti.


Proposta di lettura: I luoghi e gli spazi della narrativa

Gli archetipi Junghiani

I modelli di riferimento di Jung sono dodici. Qui li esporrò seguendo un principio di semplificazione massima, quattro righe, quindi non esaustivo, ma adatto a identificare la personalità per il nostro scopo di scrittura.


L’Angelo Custode

È l’archetipo altruista. Generoso e sempre pronto a sacrificarsi. Empatico e solidale sa trasformare la sua rabbia nella forza incontenibile di un guerriero. Garantisce sicurezza ed è affidabile.

Luce: compassione - Ombra: si sente martire, è poco grato e tende a sentirsi indispensabile.

Personaggio: Ma Joad, Demetra, Mary Poppins.


Il Sovrano

È l’archetipo dell’integrità e della completezza. Sa assumersi le responsabilità ed esercita il controllo per garantire ordine, armonia, pace. È pragmatico e preferisce risolvere. Sa essere autorevole e sa guidare.

Luce: lavora per il benessere comune - Ombra: Può essere manipolatore, dispotico, tiranna.

Personaggio: il Padrino, Re Artù, Miranda Priestly in “Il Diavolo veste Prada”.


L’Innocente

È l’archetipo che rappresenta coloro che hanno fiducia incondizionata verso gli altri. Cercano l’amore, sono spensierati, vivono nei valori che conoscono e sperano sempre per il meglio.

Luce: fiducia, fede e ottimismo - Ombra: negano i problemi, evitano i conflitti isolandosi. Si sente fragile.

Personaggio: Snow White, Wall-E, Peregrino Took, R2d2.


L’Uomo Comune

Rappresenta coloro che ritengono di essere stati creati identici agli altri. Dopo essere stato trascurato, o tradito, o abbandonato, l’uomo comune è divenuto autonomo e capace di cooperare. È concreto.

Luce: pari dignità per tutti - Ombra: è conformista, superficiale, fatalista e incarna i difetti tipici dell’uomo.

Personaggio: Frodo, Alice.


L’Eroe

L’archetipo rappresenta le figure dotate di coraggio, di forza e di integrità. È potente e il suo agire ha impatto sul mondo che diviene migliore. È competitivo e capace. Non si sottrae alle sfide.

Luce: agisce per affermare la giustizia - Ombra: è arrogante e spesso egoista.

Personaggio: Harry Potter, Katniss, Beowulf, Batman, D’Artagnan.


L’Amante

L’Eros è alla base del suo essere. È passionale, viscerale, potente. Le sue decisioni devono creare piacere o devono compiacere. Ottiene la felicità nel realizzare connessioni profonde con le persone, i luoghi, il lavoro.

Luce: amore, sensualità, dedizione, estasi - Ombra: diviene geloso, invidioso, dipendente, drammatico.

Personaggio: Jessica Rabbit, Romeo e Giulietta, Jack e Rose (Titanic).


Il Cercatore

È l’archetipo dei liberi e degli indipendenti. I limiti dentro e fuori di lui sono posti per essere infranti. Alla ricerca della rinascita, della trasformazione, affronta qualunque sfida per imparare di più da se stesso.

Luce: completo e indipendente - Ombra: vagare a vuoto, è ossessionato dalla libertà, non concretizza.

Personaggio: Indiana Jones.


Il Distruttore

Si è forgiato nel dolore o in una terribile delusione. Ha un vuoto incolmabile in se. Odia lo status quo, desidera cambiare le cose sconvolgendole. Ed è simbolo di nuova vita, di accettazione, di rinascita.

Luce: rivoluzionario e spirito libero - Ombra: autodistruttivo, violento, criminale, vendicativo.

Personaggio: Wolverine, Ferris Beuller.


Proposta di lettura: Raymond Carver

Il Creatore

È l’archetipo che vuole migliorare il mondo e sé stesso con la creatività, l’immaginazione, l’inventiva. Vive per il nuovo, per esprimersi e per durare nel tempo. Pone se come parte integrante della sua visione.

Luce: creare per avanzare e durare nel tempo - Ombra: non concretizza, spesso è disorganizzato, dispersivo.

Personaggio: Doc Brown, Willy Wonka, Carl Casper.


Il Mago

Alla base di quest’archetipo c’è la consapevolezza che il pensiero possa trasformare il mondo. Ciò che abbiamo dentro può divenire fuori. È visionario, assetato di conoscenza. Insegna a vederci collegati, uniti.

Luce: Rende il pensiero realtà - Ombra: Può manipolare, divenire stregone, operare per il male.

Personaggio: Merlino , Saruman, Sauron, Darth Vader.


Il Saggio

È l’archetipo di colui che ricerca la verità. Rappresenta la voce interiore che guida alla conoscenza di se e dell’universo. Osserva restando estraneo. È intelligente, assennato, sapiente.

Luce: equilibrio - Ombra: distaccato dalla realtà umana, presume di possedere la Verità.

Personaggio: Q (James Bond), Gandalf, Yoda.


Il Folle

Aggrappati alla leggerezza dell’essere evitano le trappole della vita. Sono energia dissacrante, follia, satira. Possono ironizzare con tutti ed essere irriverenti. Mentalmente aperti sanno offrire una visione differente.

Luce: umoristici, simpatici - Ombra: poco lucidi fino a divenire irresponsabili. Anarchici e caotici.

Personaggio: The Mask, Tim e Bumba, Joker


Continua con un prossimo articolo dedicato a Joseph John Campbell e Christopher Vogler.


 

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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