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I luoghi e gli spazi della narrativa


Ogni storia è caratterizzata dai personaggi che la vivono, dal tempo nel quale avviene e dai luoghi nei quali si svolge. Sono elementi indissolubili, infatti ogni esperienza vissuta e ogni nostro ricordo è riconducibile a un luogo, così come ogni storia: una stanza, una casa, una via, un quartiere, una città, una nazione, un continente, un mondo.


In questo articolo cercheremo di fare il punto su alcuni elementi di base che possono essere utili nel momento in cui, di fronte all’idea di uno scritto, dobbiamo pensare anche ai luoghi e agli spazi nel quale è collocato.


I luoghi e gli spazi della narrativa

Le tipologie di luoghi


Luoghi reali

Si parla di luoghi reali quando un autore sceglie di raccontare una storia collocandola all’interno di territori concreti, in spazi che esistono, descrivendoli più o meno in maniera dettagliata. La particolarità di questi luoghi è che sono riconoscibili il che può diventare per l’autore un’arma a doppio taglio: da un lato un posto riconoscibile può suscitare in una parte di lettori dei ricordi e dei legami ma possono suscitare, altresì, anche un’attività di confronto. Ciò significa che l’autore deve fare molta attenzione e parlare del luogo prescelto con la cura necessaria.


In questo esempio Natalia Ginzburg parla della propria infanzia, descrive una delle case nelle quali ha abitato, una casa vera, anche se filtrata dai ricordi di una bambina.

La casa di via Pastrengo era molto grande. C’erano dieci o dodici stanze, un cortile, un giardino e una veranda a vetri, che guardava sul giardino; era però molto buia, e certo umida, perché un inverno, nel cesso, crebbero due o tre funghi. Di quei funghi, si fece, in famiglia, un gran parlare: e i miei fratelli dissero alla mia nonna paterna, nostra ospite in quel periodo, che li avremmo cucinati e mangiati; e mia nonna, sebbene incredula, era tuttavia spaventata e schifata, e diceva: – In questa casa si fa bordello di tutto.

(Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, Einaudi, pag. 36)


Proposta di lettura: Stephen King

Luoghi realistici

Si parla di luogo realistico, invece, quando un autore sceglie di raccontare la propria storia immaginando un luogo che non esiste ma che tuttavia possiede tutte le caratteristiche di un luogo reale. In questo caso l’autore è più libero di esprimersi e di inventare non avendo riscontri oggettivi con i quali il lettore può fare un confronto.


Nell’esempio seguente Elizabeth Strout descrive uno dei luoghi che fanno parte dei suoi racconti, ambientati a Crosby nel Maine, una località inventata dall’autrice ma talmente pulsante di vita, pregna dei suoi personaggi indimenticabili e raccontata con dettagli talmente veri che stentiamo a credere che non esista.

La farmacia era un piccolo edificio a due piani adiacente a un altro fabbricato che ospitava un negozio di ferramenta e un piccolo drugstore. Ogni mattina Henry parcheggiava sul retro accanto ai grossi bidoni di metallo, e poi entrava per la porta posteriore e si aggirava per il negozio ad accendere le luci, azionare il termostato oppure, se era estate, i ventilatori. Poi apriva la cassaforte, metteva il denaro nel registratore di cassa, apriva la porta sul davanti, si lavava le mani e indossava il camice bianco.

(Elizabeth Strout, Olive Kitteridge, Fazi Editore, pag. 9)


Luoghi immaginari

Si parla, infine, di luogo immaginario quando un autore crea un’ambientazione totalmente di fantasia, immaginando un ambiente e dei luoghi con caratteristiche che non si riscontrano nella realtà.


L’esempio che segue racconta alcuni dettagli del Mondo Disco, un mondo inventato dal geniale Terry Pratchett, che ha immaginato un divertente mondo sorretto da una enorme tartaruga e da quattro elefanti magici.

Forse a questo punto la forma e la cosmologia del sistema del disco meritano una spiegazione.

Ovviamente nel disco vi sono due direzioni principali: Centripeta e Centrifuga. Ma poiché il disco ruota alla velocità di una volta ogni ottocento giorni (al fine di distribuire equamente il peso sui pachidermi che lo sostengono, secondo Reforgule Krull), ci sono anche due direzioni minori che si chiamano Turnwise e Widdershins.

Dato che il minuscolo sole del disco segue un’orbita fissa mentre il maestoso disco gira lento al di sotto, si può facilmente dedurre che un anno del disco consiste non di quattro ma di otto stagioni. […]

Poiché il Centro non è mai riscaldato dal pallido sole, le sue terre sono perennemente strette nella morsa del ghiaccio. Al contrario l’Orlo è una regione di isole solatie e di dolci giornate. (Terry Pratchett, Il colore della magia, Il primo formidabile romanzo del Mondo Disco, TEA, pag. 11)


La descrizione dei luoghi e degli spazi


La descrizione oggettiva

La descrizione di un luogo, di uno spazio o di un paesaggio può essere fatta in maniera oggettiva da un narratore non coinvolto nella storia che si limita a fornire al lettore una descrizione neutra e quasi geografica dei luoghi e del paesaggio per fornire indicazioni utili per collocare la storia.


In questo caso, nel testo, si avranno delle coordinate e delle descrizioni probabilmente precise e il più possibile oggettive, che hanno l’unica funzione di collocare la storia in un luogo e in un paesaggio preciso.


La descrizione soggettiva

In altri casi, invece, la descrizione di un luogo o di uno spazio avviene attraverso gli occhi di uno dei personaggi e la descrizione è del tutto soggettiva, nel senso che la visuale è circoscritta al suo punto di vista e le descrizioni sono filtrate dalle sue conoscenze del luogo.


A volte una descrizione non solo è soggettiva ma anche filtrata dallo stato psicologico ed emotivo del personaggio che fa la descrizione. In questi casi i luoghi e gli spazi non solo sono visti da un punto di vista circoscritto ma anche descritti in base alle emozioni provate o ai ricordi che il luogo o il paesaggio suscitano. Emozioni e sentimenti possono altresì distorcere quanto descritto e far assumere a un luogo un significato simbolico.

Il paesaggio visto con gli occhi di chi ha vissuto certi luoghi durante la propria infanzia, ad esempio, sarà un paesaggio intriso di ricordi e forse deformato.


Un esempio. Un personaggio, da adulto, ritorna nel quartiere dove è vissuto da bambino e dal quale si è allontanato a dieci anni. Probabilmente, ritornando, ricorderà la sua casa, la strada che faceva per andare a scuola, la scuola stessa, forse la chiesa, i giardinetti dove a volte la mamma lo portava a giocare. Al di là di ciò che nel tempo è cambiato il nostro personaggio ci descriverà quei luoghi e quel paesaggio attraverso le emozioni che ha vissuto nel suo passato: un albero dove un tempo si arrampicava potrà sembrargli oggi più piccolo di quanto lo ricordasse e magari ne rimpiangerà qualche ramo che nel tempo è stato tagliato; una distanza, che allora sembrava di un certo rilievo, ora gli sembrerà inaspettatamente breve.


Luogo e contesto


Collocare una storia in uno spazio e in un tempo (ma di questo parleremo in dettaglio in un altro articolo) significa fare delle scelte ben precise che vincolano l’autore a mantenere una certa coerenza con la scelta iniziale.

Ciò significa che se si decide di raccontare una storia ambientandola in alta montagna bisognerà dare un senso a questa scelta e fare in modo che alcuni vincoli ambientali facciano parte della storia stessa: la difficoltà a muoversi, di approvvigionarsi, di riscaldarsi, che cosa succede se avviene una tormenta di neve. Sarà necessario conoscere tanti dettagli: a quanti gradi sotto lo zero può arrivare il termometro, che tipo di abbigliamento sia più appropriato, quali scarponi, ecc.


Le scelte sono determinanti e precludono una serie di dettagli e i dettagli devono sempre essere coerenti con il contesto di riferimento. Pena la perdita di fiducia da parte del lettore.


Alcuni consigli per la descrizione dei luoghi


  • Sono i dettagli a fare la differenza. La descrizione di un luogo può essere fatta in pochi tratti ma saranno anche pochi dettagli a rendere un luogo credibile e interessante per il lettore. Ad esempio, descrivendo una casa sarà interessante conoscerne a grandi linee la struttura o il colore, ma sarà ancora più interessante dire, ad esempio, se la casa è ridipinta di fresco o se invece è trascurata e con gli infissi un po’ cadenti, perché questo ci dirà qualcosa sull’approccio del possessore della casa, o sul suo stato d’animo.

  • Come parlare di ciò che non si conosce. Se scrivete una storia ambientata in un luogo che non conoscete oggi in grande aiuto vi può venire la rete e in particolare, ad esempio Google Maps, attraverso il quale potrete vedere dettagli che altrimenti non potreste conoscere. Di sicuro non sarà come descrivere un luogo nel quale siete stati o avete vissuto, non sentirete l’odore dell’aria, non potrete calpestare i marciapiedi pieni di foglie, non sentirete il vento o la brezza che caratterizza quel determinato luogo, ma almeno vi darà la possibilità di essere sufficientemente dettagliati. Questo comunque, a mio parere, vale in particolare per brevi passaggi di un vostro testo, se ambientate una storia in un luogo che non conoscete allora tanto vale inventare una località verosimile.

  • Attenzione alle modifiche storiche. Se ambientate una storia nel passato e avete la necessità di essere precisi nelle descrizioni allora non dovete dimenticare che i luoghi, nel tempo cambiano. Gli edifici possono cambiare, essere modificati, distrutti e ricostruiti, per non parlare di un albero e di un giardino, che può subire modifiche sostanziali, ma ricordate che anche i nomi delle strade, delle vie e delle piazze mutano nel tempo e che, nel caso dobbiate citarne alcune, è buona norma verificare.

  • Gli spazi determinano i movimenti. Quando le scene della vostra storia si svolgono all’interno di un ambiente è bene avere presente ogni elemento che lo compone e le distanze tra un elemento e l’altro. In questo modo non correrete il rischio di far muovere i vostri personaggi in maniera artefatta o impropria, ma in armonia con quanto è intorno a loro. Può essere utile, in alcuni casi, disegnare una piantina dei luoghi per immaginare i personaggi muoversi all’interno.

  • Attenzione alle descrizioni di luoghi che si conoscono bene. Spesso capita di raccontare una storia ambientandola proprio nei luoghi che sono più familiari. È una buona idea, perché ciò facilita molto il lavoro. Tuttavia ciò può far correre il rischio di dare per scontato qualche dettaglio importante per far comprendere ciò che si sta descrivendo. È necessario, quindi, immaginare di vedere e quindi di descrivere quei luoghi per la prima volta, in modo da non tralasciare dettagli significativi.

  • Un luogo può aiutare a descrivere un personaggio. La scelta di collocare in un determinato luogo un personaggio può aiutare a descriverlo: una casa appropriata allo stile di vita e alla professione, il fatto di vivere in famiglia o da solo, la scelta di vivere in città o in campagna potranno essere elementi che caratterizzano i personaggi. Oppure, al contrario, si può lavorare per contrasto e attribuire a un proprio personaggio una casa che contrasta con la sua personalità, ecco che allora possono nascere delle interessanti contraddizioni che potranno essere parte della storia o almeno del suo background.

  • Utilizzare i cinque sensi. A volte si può avere qualche difficoltà nel descrivere una scena. È utile filtrare allora le informazioni attraverso i cinque sensi: che cosa vediamo di fronte a noi, oltre la finestra, all’orizzonte, dalla sedia sulla quale siamo seduti; che cosa udiamo: rumori della natura, della città, dalla strada, ecc.; che cosa sentiamo attraverso la nostra pelle: sensazioni di freddo, di caldo, forse sentiamo dell’aria sul viso, com’è il pavimento sotto i nostri piedi; forse ci sono degli odori particolari in questo ambiente, ecc.

  • Non è necessario dire tutto. Come per i personaggi che fanno parte delle storie, anche l’ambiente può essere per voi ben chiaro nella testa e magari ben descritto in alcuni o molti appunti ma non è necessario che ogni elemento descrittivo entri nella storia. È sufficiente, infatti, che per l’autore sia talmente chiaro da far muovere i personaggi con disinvoltura e padronanza della scena.


Concludendo


Se è vero che la storia richiede un ambiente per essere raccontata è anche vero che la scelta dell’ambiente può determinare in parte, la storia stessa. Fate buone scelte, quindi, e

Vi è capitato di leggere una storia della quale l’ambiente vi ha particolarmente colpito?

 

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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