• clarissapelosi

Il punto di vista narrativo: la pratica (pt.2)


Benvenuti nella seconda parte dell’articolo dedicato al punto di vista. La precedente guida si è concentrata sulla teoria, mentre adesso il focus si sposta sul lato più pratico, apportando molti esempi per far comprendere potenzialità e differenze tra gli approcci.


Il punto di vista: la pratica, parte 2

Iniziamo con un breve riepilogo della prima parte: Lucia ha spiegato che cos’è il punto di vista approfondendo con cura come le percezioni personali sono influenzate dai riferimenti differenti che ognuno possiede. Ha anche illustrato perché la scrittura è sempre condizionata dalle proprie mappe cognitive e ha fornito un utile elenco di domande che il narratore si deve porre per descrivere al meglio la scena dal punto di vista del personaggio.


La scelta del punto di vista determina la posizione che assume il narratore rispetto al lettore. La decisione di quale prospettiva scegliere influenza la scrittura del romanzo e, di conseguenza, il rapporto che lo scrittore desidera stabilire con il lettore. La nostra esperienza di editor ci ha aiutato a comprendere che per molti autori alle prime armi la scelta del punto di vista è una questione estetica. Purtroppo questa valutazione è errata.

Ogni punto di vista offre vantaggi e svantaggi, motivo per il quale la scelta deve essere consapevole e finalizzata alle percezioni che l’autore desidera trasmettere a chi leggerà la sua opera.


Proposta di lettura: Gianni Rodari

Dopo che avrete disegnato il protagonista, il passato, i bisogni, i conflitti; dopo che la trama vi sarà chiara e con essa anche la scaletta; dopo che le ricerche saranno terminate; ecco, quando tutto sarà pronto e sarete nel momento che precede l’inizio della scrittura, fermatevi ancora un attimo a riflettere se il punto di vista che avete scelto è quello giusto, quello che darà potenza alla vostra storia.


Ma come farlo?

Il primo consiglio è di immaginare una scena del romanzo e di scriverne qualche cartella utilizzando due punti di vista differenti. Invece, lasciate perdere i generalismi e chi afferma che ogni genere ha un suo punto di vista preferito. Ad esempio, abbiamo letto nel mare magnum della rete che il genere poliziesco e le sue ramificazioni (noir, thriller, hard boiled…) prediligono la terza persona. Eppure:

“Rimanevo io. Avevo tenuto nascosto un omicidio e occultato delle prove per ventiquattr’ore, ma ero ancora libero e in attesa di un assegno da cinquecento dollari. La cosa più furba sarebbe stata farmi un altro drink e scordarmi di tutto quel casino. Bene. Essendo notoriamente furbissimo, ho chiamato Eddie per dirgli che quella sera sarei andato a Las Olindas per parlare con lui. Una volpe, eh?” Raymond Chandler – Il grande sonno – Adelphi Edizioni – Traduzione Gianni Pannofino


Questo capolavoro è scritto in prima persona. Il famoso detective Philip Marlowe sembra parlare al lettore come si farebbe con un amico stando seduti al bancone di un bar. Siamo nel 1939 e Chandler crea il noir, con atmosfere notturne, piovose, contraddittorie. Ma soprattutto disegna un protagonista atipico per l’epoca, un detective che diverrà un riferimento per tanti altri a venire. Chandler è obbligato a scegliere la prima persona: è la tecnica migliore per trasmettere i pensieri di un personaggio tanto particolare. In ogni battuta emerge il cinismo, l’autoironia, e quel complesso di riflessioni interiori che rende speciale Marlowe. E il lettore lo sento suo, nitidamente, e non è interessato al resto perché in quel momento usa le lenti del detective. Questa è la prima chiave di scelta: volete che il lettore osservi il romanzo dalla prospettiva del protagonista?


Non vorrei che qualcuno iniziasse a pensare “Allora per il genere giallo è la prima persona la scelta più adatta”. No, non è detto. Non esiste una regola. Utilizzare la prima persona impedisce allo scrittore di compiere passaggi del genere:


“Che vitaccia. È il primo pensiero di Frank Machianno quando la sveglia trilla alle 3.45 del mattino. Frank scivola fuori dal letto e poggia i piedi nudi sul gelido parquet. E ha ragione. La sua è proprio una vitaccia.”

Don Winslow – L’inverno di Frankie Machine – Einaudi Traduzione Giuseppe Costigliola – Pag 3


“Dave Hensen scende sulla spiaggia. La sabbia umida sembra un lucido marmo scuro, la pioggia gelida gli picchia sul viso. Con duemila miglia di costa, riflette, quel cadavere non va a finire proprio sul territorio di pertinenza dei federali?”

Don Winslow – L’inverno di Frankie Machine – Einaudi Traduzione Giuseppe Costigliola – Pag 92


Altro capolavoro del genere. In questo caso, Don Wislow non vuole offrire al lettore solo il punto di vista di Frankie, un signore di sessant’anni, padre devoto, lavoratore instancabile e killer spietato della mafia; Don Wislow vuole che il lettore abbia anche altre viste per comprendere appieno la realtà che racconta, e la prima persona sarebbe un grande limite.


Dicevamo, la prima persona è da preferire se si desidera che il lettore sviluppi una forte empatia con il protagonista e osservi il mondo attraverso le sue lenti, il suo carattere, i suoi pregiudizi. Leggete il prossimo brano:


“Quando sono in compagnia di una donna giovane, bella e grassa, mi trovo in uno stato confusionale. Per quale motivo non lo so neach’io. O forse è perché ogni volta mi viene naturale figurarmi le sue abitudini alimentari. Guardandola, automaticamente me la immagino mentre mastica le foglie d’insalata messe a guarnire il piatto o raccoglie col pane la salsa alla panna, fino all’ultima goccia. Non posso impedirmelo.”

Murakami – La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Einaudi – Traduzione Antonietta Pastore


Il protagonista di Murakami non solo riferisce al lettore quali sono le emozioni che prova quando è in compagnia di una donna grassa, ma evoca le immagini che si formano nella sua mente. Immagini potenti (raccogliere le ultime foglie di decorazione, la panna rimasta) che ci permettono di immergerci nelle sensazioni del personaggio. Potenza della prima persona. La capacità di questo punto di vista di trasferire i sentimenti al lettore è illimitata, dipende solo dall’autore. Un altro esempio:


“Durante il funerale mi sorpresi a pensare che finalmente non avevo più l’obbligo di preoccuparmi per lei. Subito dopo avvertii un flusso tiepido e mi sentii bagnata tra le gambe. Ero in testa a un lungo corteo di parenti, amici, conoscenti. Le mie sorelle mi si stringevano ai lati. Ne sorreggevo una per un braccio perché temevo che svenisse. L’altra si afferrava a me come se gli occhi troppi gonfi le impedissero di vedere. Quel disciogliersi involontario del corpo mi spaventò come la minaccia di una punizione.”

Elena Ferrante – L’amore molesto – Edizioni e/o



Chiaro? Con la prima persona il lettore veste i panni del protagonista e ne conosce i più intimi segreti. Come quelli di Patroclo accanto al suo Achille:


“Più tardi giaccio nel letto accanto ad Achille. Il suo volto è innocente, levigato dal sonno, dolce come quello di un ragazzino. Amo guardarlo. Lui è questo, sincero e innocente, dispettoso ma senza malizia. […] Accarezzo la pelle morbida della sua fronte. Lo slegherei se solo potessi. Se solo lui me lo permettesse.”

Madeline Miller – La canzone di Achille – Marsilio – Traduzione di M. Curoni e M. Parolini


Può riuscire un punto di vista in terza persona ad avere la stessa forza? È una buona domanda. Probabilmente la risposta è “nì” poiché l’intimità che sviluppa un racconto narrato con l’io è più forte di quello narrato con l’egli, ma l’abilità di un autore è in grado di compensare.


Il punto di vista esterno e gestito in terza persona offre altri vantaggi che una narrazione in prima persona può raggiungere solo con grande abilità. Leggete il brano che segue:


“Lombard chiamò: «Marston!»

Anthony accorse ad aiutarlo. Sollevarono la donna e la trasportarono in salotto.

Il dottor Armstrong si avvicinò subito. Li aiutò a adagiarla sul divano e si chinò su di lei. «Non è nulla» disse.”

Agatha Christie – Dieci piccoli indiani – Mondadori – Traduzione di Beata della Frattina


Il narratore onnisciente si muove veloce tra i personaggi. L’ideale per sviluppare il tema della “camera chiusa” in cui un gruppo di persone si trova bloccato. Garantisce il ritmo, ma soprattutto non fornisce al lettore l’appiglio di una interpretazione soggettiva di un personaggio.


C’è un altro elemento caratteristico del punto di vista esterno, narrato in terza persona: la lettura può apparire più epica, quasi ancestrale e non a caso…


“Fecero il giro dell’albero e allora Sam capì il clic che aveva sentito. Pipino era svanito: la fessura accanto alla quale si era appoggiato si era richiusa ermeticamente. Merry era intrappolato: un’altra fessura si era richiusa intorno alla sua vita; le gambe erano fuori, ma il resto del corpo era immerso in una cavità oscura, i cui bordi lo serravano come pinze.”

J.R.R. Tolken – Il Signore degli Anelli – Bompiani – Traduzione di Vicky Alliata di Villafranca


Il richiamo alla mente dei racconti ascoltati da bambini, delle favole, delle storie lette prima di addormentarsi diventa forte. Ma bisogna fare attenzione agli scivolamenti del punto di vista. Capita che alcuni autori, ispirandosi alle sequenze cinematografiche, spostino il focus da un personaggio all’altro. Questo abbatte l’immersività della lettura e se non è ben gestito può addirittura confondere il lettore. Il consiglio è: scelto un personaggio, mantenete il punto di vista su lui. Esempio:


“Il cavaliere è a un braccio da lei, accovacciato a terra. Ha una grande spada al fianco che tocca terra, ma è nel fodero. Dubhe ha sognato molte volte di avere una spada tutta sua, nella sua compagnia tutti avevano quel desiderio. Confronta quella lucente del cavaliere con la spada arrugginita che c’era nella grotta, vicino al ruscello, là dove lei e i suoi amici organizzavano i loro giochi. Il cavaliere le sorride. ”

Licia Troisi – La setta degli Assassini – Mondadori


Il lettore non conosce i pensieri del cavaliere, cosa pensa quando sorride a Dubhe, o quali siano le sue reali intensioni. Troisi ci mostra la scena utilizzando le lenti della sua eroina e come lei interpretiamo ciò che abbiamo davanti.


Scopri il nostro editing

Quindi, nessun salto di punto di vista? Forse sì, o forse no, se si padroneggia la materia narrativa si può osare. Paula Hawkins l’ha fatto nel 2015 quando ha scritto un romanzo narrato in prima persona da tre donne diverse: Rachel, Megan e Anna. Un esercizio molto, molto complicato. Ma il risultato è stato stupefacente: diciotto milioni di copie vendute! Il titolo del libro è ‘La ragazza del treno’ da cui è stato anche tratto un film con Emily Blunt. Resta ancora un nodo da sciogliere: può un punto di vista determinare l’originalità di un romanzo? Oppure è solo un tecnicismo, una scelta da compiere con attenzione? Nella maggior parte dei casi sono altri gli elementi che determinano il successo di un romanzo. Tuttavia, alcuni maestri della letteratura hanno saputo sfruttare anche il punto di vista rendendo la propria opera speciale. Chiudo questo articolo con due esempi tratti dalla stessa opera, molto differenti tra di loro, per mostrare come un maestro che domina le regole, le può smontare ed eludere, creando un romanzo indimenticabile. Buona scrittura a tutti. “Questa è Marta, disse Monteiro Rossi, Marta ti presento il dottor Pereira del ‘Lisboa’, mi ha ingaggiato questa sera, da ora sono un giornalista, come vedi ho trovato lavoro. E lei disse: molto piacere, Marta.” Antonio Tabucchi – Sostiene Pereira – Feltrinelli “Perché Pereira disse così? Perché era solo e quella stanza lo angosciava, perché aveva veramente fame, perché pensò al ritratto di sua moglie, o per qualche altra ragione? Questo non saprebbe dirlo, sostiene Pereira.” Antonio Tabucchi – Sostiene Pereira – Feltrinelli


 

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


Non perderti nulla e se ti è piaciuto seguici su Facebook, Instagram o Tik Tok e visita la nostra pagina web

71 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti