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IL SEGRETO DEL CONFLITTO INTERIORE - DESIDERIO CONTRO BISOGNO

Aggiornato il: mar 31

Se sei alla ricerca del Santo Graal della narrativa, ovvero come rendere una storia coinvolgente allora sappi che in quest’articolo troverai alcune utilissime indicazioni.


So bene che hai già cercato la risposta e hai ascoltato un po’ di tutto: il segreto è nel ritmo; bada a costruire una trama avvincente; devi alternare scene di sangue a scene romantiche; …e altri consigli simili. Ognuno ha la sua opinione, è ovvio, ma qui parliamo di tecnica narrativa ed esiste un processo che non devi ignorare.

Ma prima di accompagnarti alla scoperta di questo metodo voglio sottoporti un piccolo indovinello: Rocky, Forrest Gump, Il Signore degli Anelli, Avatar, Star War; Harry Potter, Skyfall, Day After Tomorrow… cosa accomuna questi film campioni di incassi?

Hai un dubbio? Non sei certo? Okay, andiamo avanti e vedrai che alla fine di questo articolo ti sarà chiarissimo il comune denominatore.


Il primo aspetto di cui devi essere consapevole è che i personaggi sono il motore della storia. E questo vale per qualunque libro di genere e non, dall’azione al mainstream. I lettori si innamorano dei grandi personaggi al punto da ricordarli come fossero amici perduti all’ultima pagina. E non importa quale sarà la trama nel nuovo libro, la priorità sarà riuscire a rincontrarli. Già, come avviene con un caro amico che non vediamo da tempo.

Ora ti domanderai come si crea un personaggio così interessante da catturare il lettore. Il segreto è contenuto nelle parole reale e conflittuale. E reale non significa comune, significa che il lettore lo accetta come vero.


Il desiderio del tuo personaggio contro il bisogno


Cercherò di spiegarti l’importanza di integrare il desiderio contro il bisogno, ma devo partire con qualche esempio semplice di conflitto e poi approfondiremo.

I conflitti sono rappresentazioni della realtà quotidiana integrate nel tuo personaggio per renderlo interessante. Ti sarà accaduto di imbatterti in un dilemma interiore, piccolo o grande, la stessa cosa deve avvenire al tuo personaggio. Ad esempio: sapere di essere in sovrappeso, comprendere l’importanza di dimagrire, ma continuare a mangiare. Oppure, desiderare più denaro, ambire a un nuovo lavoro per ottenerlo, ma rinunciare a mettersi in gioco. Ancora, provare un moto interno che ti spinge a realizzare un’esperienza diversa, come iscriversi a una scuola di ballo o a un lancio con il paracadute, ma soffocarlo per vergogna, o paura, o mancanza di denaro.


Ecco, questi sono piccoli conflitti, ma reali. Trasposti nella narrativa, assegnati ai nostri personaggi li rendono più profondi e il tuo lettore è in grado di comprendere cosa prova. In altre parole, il conflitto aiuta a sviluppare empatia. Non è l’unico elemento ma è molto importante. Un personaggio senza conflitti si definisce piatto. E di solito in questa categoria si relegano le comparse o i personaggi non di spicco.

Abbiamo chiarito un po’ meglio cosa sia un conflitto, quindi ora possiamo avvicinarci al desiderio contro bisogno. Iniziamo con una distinzione netta: i bisogni sono universali, i desideri individuali.


Ecco l’esempio: io ho bisogno di sentirmi libero, e desidero un’autovettura. Oppure: io ho bisogno di sentirmi amato, e desidero scalare una montagna.

Incominci a comprendere? Tutti vogliono essere liberi e sentirsi amati, ma non è detto che chiunque voglia scalare una montagna o acquistare una vettura.

I bisogni sono essenziali per vivere, sopravvivere, o vivere bene. I desideri sono specifici e dettati da una situazione individuale.


Proposta di lettura: Patricia Highsmith


E infine, i bisogni non cambiano nel tempo (il mio bisogno di libertà durerà tutta la vita) mentre i desideri si modificano, eccome.

Il desiderio è la caratteristica che muove il romanzo o il film e appartiene all’esterno: vincere il mondiale di boxe, sconfiggere il cattivo, risolvere il caso, distruggere l’anello, salvare il mondo. Per ognuno di questi casi (intravedi i film?) esiste uno o più ostacoli esterni: l’avversario è fortissimo, il cattivo dispone di armi super tecnologiche, i testimoni sono omertosi, il tempo residuo al disastro è minimo.


Il bisogno è la caratteristica che muove il personaggio dall’interno: trovare l’amore, salvare un figlio, dare valore all’amicizia, essere parte di qualcosa, essere liberi. E qui si integra il conflitto, che è interiore e universale: cerco l’amore ma sono timido, vorrei salvare mio figlio ma il lavoro mi allontana, non credo all’amicizia finché non ne ho le prove. Chiaro?


Qual è la ricetta ideale?


Bella domanda. In teoria è l’equilibrio perfetto tra desiderio e bisogno a creare un grande personaggio. I personaggi troppo sbilanciati da una parte o dall’altra risultano meno interessanti.

Se un personaggio insegue solo il desiderio per il lettore sarà impossibile sviluppare una qualunque forma d’empatia. Questo è tipico di certa narrativa di bassa qualità, in particolare dei generi horror, fantasy e sci-fi o dei film d’azione. C’è da salvare la Terra o fuggire dalla catastrofe e tutto il romanzo è speso a raccontare gli eventi e i disastri. Una lunga sequenza di esplosioni, incendi ed effetti speciali.


Attenzione, vale anche il contrario. Un romanzo con personaggi che devono risolvere solo conflitti interiori, che esprimono solo bisogni, diventano altrettanto deboli. Incontriamo esempi simili nella narrativa di bassa qualità del mainstream, o del genere rosa o biografico o young adult. Pesantissimi e noiosi viaggi introspettivi carichi di retorica e dallo sbadiglio assicurato.

In medio stat virtus, ed è vero da 1000 anni a questa parte. I personaggi che nascono dalle grandi penne sono sempre alla ricerca di risposte interiori, risposte che non arrivano mai immediate, ma sono il frutto dell’evoluzione del personaggio.


Harry Potter ha bisogno di scoprire il suo passato e di dare valore all’amicizia. Ed è in questo che milioni di ragazzi si sono riconosciuti. Così come Rocky non vincerà l’incontro, ma alla fine griderà Adriana e avrà scoperto l’amore.




Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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