• clarissapelosi

L'antieroe: uno di noi

A volte gli eroi sono noiosi. Altre volte, la loro perfezione, li rende inavvicinabili al comune mortale. Per introdurre l’antieroe partirei da questo presupposto: l’eroe è troppo perfetto. Egli è mosso dai valori più elevati: il bene comune, la salvezza delle vite, il mettersi a disposizione degli altri senza chiedere contropartite; è coraggioso, è impavido ed è potente. La sua determinazione è grande almeno quanto l’autostima per sé stesso. L’eroe sa di esserlo e accetta - spesso pretende - la giusta collocazione nella piramide sociale: sulla cima, come guida, come esempio, come ispirazione per chi dal basso lo guarda. La gloria e l’onore sono il suo carburante, una miscela inutilizzabile per l’uomo comune che ne brucerebbe. E dunque, può solo osservarlo da lontano.

L'antieroe, come costruirlo e come strutturarlo

Il mondo ha sempre avuto bisogno di eroi e gli scrittori hanno risposto a questo bisogno. Da Omero, il padre dello storytelling (aspetto reazioni), che nel VI secolo a.C. scrisse delle gesta di Achille nell’Iliade, la scia dei prodi senza macchia non si è più interrotta.


Eppure… c’è un eppure: il lettore non si riconosce nell’eroe. Lo ama, lo adora, ne segue ogni avventura, ma sa che non potrà mai assomigliargli.


Ed ecco che nasce l’antieroe: uno di noi.


L’antieroe è un personaggio profondamente imperfetto. Egli ha debolezze, o vizi, o conflitti interiori. La sua morale è discutibile, spesso supera il limite imposto dalle convenzioni sociali, o non accetta le regole, o la Legge, tuttavia… riusciamo a percepirlo vicino.


Se James Bond è l’eroe irraggiungibile con le sue abilità, la tecnologia, e l’amore per la Patria, Philiph Marlowe spende il suo denaro per comprarsi da bere in una bettola dei bassifondi.


Se D’Artagnan, l’eroe di Dumas, è un moschettiere senza macchia, The Witcher ha le mani sporche dei peggiori crimini.


Proposta di lettura: Dorothea Brande


L’antieroe non è una figura astratta, ma cammina accanto a noi, sullo stesso marciapiede. Non è irraggiungibile nella sua reggia, nella grande villa, nel quartier generale, al contrario egli è a portata di mano perché vive in una roulotte o in un appartamento di periferia. E non si ciba di gloria e onore, ma di patatine fritte e hamburger.


Gli antieroi raccolgono il consenso del pubblico perché sono imperfetti come tutti noi. In qualche modo, la penna dell’autore trova il modo per sviluppare il senso di giustizia del proprio antieroe, e questo piace perché coincide con una visione accettabile e possibile: anche chi possiede difetti, conflitti, paure, può diventare un eroe.


Raccontare un antieroe è complicato. In primo luogo, bisogna conoscerlo bene. Quest’ultima affermazione potrebbe apparire banale, ma non lo è affatto: un puro di cuore, un impavido, è un personaggio facile da strutturare, ma se il protagonista è conflittuale, amorale, tenebroso, e se a questi tratti – spesso comuni all’antagonista – si deve far coincidere un desiderio di giustizia… beh, non è un’operazione semplice.





L’antieroe è un personaggio che si trova al centro della storia. Può essere un protagonista (Heisenberg di Breaking Bad) o affiancarsi a questo ruolo (Ian Solo di Star War che affianca Luke), certamente sarà una delle figure principali. Per realizzare il suo ruolo compiutamente deve avere lo spazio necessario per essere rappresentato e deve possedere un suo arco di trasformazione. Un antieroe relegato in un ruolo secondario risulta piatto e perde ogni forza.


L’antieroe è guidato da buone intenzioni. È una scelta dell’autore renderle subito comprensibili al pubblico (John McClane in Die Hard) o nasconderle sino alla fine (Severus in Harry Potter). Sono buone intenzioni che potrebbe non possedere all’inizio del racconto. Sarà la trama, gli avvenimenti che vivrà, i drammi in cui sarà coinvolto, a indurlo ad agire secondo un canone morale di giustizia nel quale il pubblico si riconoscerà.


L’antieroe può essere volgare e simpatico allo stesso tempo (Deadpool) o bizzarro e addirittura divertente (Shrek). Sta nella penna dell’autore la capacità di accostare elementi tanto distanti; eppure, così umani e reali.


L’antieroe è ambiguo. Il suo modo essere ci pone interrogativi, ci fa riflettere, ci allontana o ci avvicina, ma in alcune sfaccettature ci riconosciamo. E se l’autore è abile, finiremo per essere al suo fianco, condividendone il fine e i mezzi anche quando lo scopo sarà un delitto.


Tre macrocategorie possono rivelarci i profili degli antieroi più comuni: i realisti, i senza scrupoli e i ribelli. Non sono esaustive ma aiutano a fare qualche distinzione.


  • I realisti sono antieroi pragmatici. Spesso si tratta di persone comuni che si trovano costrette a giocare una partita che non avrebbero voluto, ma hanno la consapevolezza di potersi tirare indietro. Possono essere dei buoni o dei cattivi, poco importa, perché è quasi sempre il destino a scegliere per loro. Si adattano perfettamente al “Viaggio dell’eroe” a patto che la chiamata garantisca loro una risposta a un bisogno personale: non si muovono per salvare il mondo, ma per guadagnare una taglia o recuperare una figlia.


  • Gli antieroi senza scrupoli sono dei personaggi che agiscono sul confine ultimo della legalità. Talvolta sono oltre. Hanno una morale discutibile, sono cinici, spesso solitari e i difetti caratteriali superano di gran lunga i pregi. Hanno una visione del genere umano disillusa e vivono senza aspettative: il loro orizzonte temporale è minimo. Il futuro non è contemplato. È il passato, con i suoi traumi, a essere la causa dei comportamenti di quest’antieroi. È l’abilità dell’autore, la sua capacità di svelare i drammi nascosti a spiegare ai lettori i conflitti e i moti interiori dell’antieroe. E anche i comportamenti più violenti saranno assolti.


  • Gli antieroi ribelli. La categoria più affascinante. Quella che attrae il pubblico perché quasi sempre contiene alcuni aspetti ai quali molti vorrebbero sottrarsi. Gli antieroi ribelli sono anticonvenzionali, non amano le gerarchie, sono insofferenti all’autorità, disubbidienti e contestatori. Amano la propria libertà al di sopra di qualunque altra cosa e non accettano compromessi.

Scopri il nostro editing

Le tre macrocategorie si sovrappongono in molti punti. Ancora una volta, è il talento dell’autore a creare la ricetta originale, la miscela che caratterizza l’antieroe e lo rende, allo stesso tempo, unico e credibile.


In letteratura, a milioni eroi fanno testa milioni di antieroi. Sono presenti nelle collane di genere e non. Sono famosi come Don Chisciotte o Josef K. o Sal Paradise, o lo sono meno come i tanti tormentati detective del genere hard boiled.


Costruire un antieroe è un lavoro artigianale, di cesello. Si parte definendo la tipologia: sarà un ribelle che gira per il mondo o un impiegato di provincia? Un modesto ladruncolo da mercato rionale o un poliziotto fallito, abbandonato dalla moglie e senza denaro?


Una volta definito il chi bisogna costruirgli un passato: qual è la sua storia, come è arrivato sin dentro il nostro racconto. Perché è diventato ciò che è? E pian piano i suoi difetti, le sue paure, le sue contraddizioni emergeranno. Potrà essere odioso o simpatico, pazzo o codardo, ma di certo dovrà essere umano e scatenare l’empatia di chi ne conoscerà la storia.


Nella letteratura moderna i conflitti pervadono i personaggi. Tra i valori che separano l’Eroe buono e l’Antagonista cattivo esiste uno spazio nel quale si muove l’Antieroe. Più lo si avvicina alle caratteristiche dell’Antagonista e più difficile sarà il compito dell’autore.


Ci vuole coraggio a creare un antieroe e metterlo in scena. Ma se chiudendo l’ultima pagina del vostro racconto, sulle labbra del lettore affiorerà un «capisco perché lui è così. Forse avrei fatto lo stesso al suo posto» allora avrete fatto un buon lavoro.

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


Non perderti nulla e se ti è piaciuto seguici su Facebook, Instagram o Tik Tok e visita la nostra pagina web

183 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti