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L'INCIDENTE SCATENANTE

Che cosa fa sì che una storia sia una buona storia? Una storia è una buona storia se vale la pena narrarla e se il lettore la vuole leggere o il mondo la vuole ascoltare. Ma affinché questo avvenga, una buona storia deve avere dei personaggi interessanti e deve essere ben raccontata, il che significa, da parte dello scrittore, non solo avere tra le mani un buon contenuto ma padroneggiare anche i principi di composizione di una storia.

Incidente scatenante nei libri

In questo articolo vogliamo approfondire uno degli elementi base per la creazione di tantissime storie. Partiamo da un modello semplice e condiviso, che afferma che ogni storia può essere schematizzata in cinque parti fondamentali:

1. L’incidente scatenante

2. Le complicazioni progressive

3. La crisi

4. Il climax

5. La risoluzione


Schematizzando ancora di più possiamo dire che all’inizio di una storia sussiste uno status quo di partenza, al quale succede qualcosa che lo mette in crisi e che mette in movimento la storia stessa e una conclusione che ripristina lo status quo iniziale o porta il protagonista a una nuova stabilità.

Lo status quo iniziale è un equilibrio all’interno del quale il protagonista vive la propria vita quotidiana, è una situazione definita normale, semplice o complessa, ma verosimile, coerente all’interno di un ambiente circoscritto, con degli altri, pochi o tanti, personaggi che ruotano intorno a questo iniziale contesto. Allo status quo iniziale, nella storia, si susseguono una serie di eventi. Ogni evento che accade all’interno di una storia deve essere importante per la storia stessa, altrimenti non avrebbe senso essere inserito nella narrazione, ma affinché la storia abbia inizio ci vuole una miccia che la faccia “scoppiare”, l’incendio, ovvero l’incidente o l’evento scatenante.


Che cos'è l'incidente scatenante?


Ad un certo punto, dunque, in questo equilibrio nel quale vive il protagonista all’inizio della storia, qualcosa si rompe ed egli si trova spinto verso un nuovo mondo. Che cosa farà? Rimarrà stupito? Interdetto? Bloccato? Di sicuro cercherà, in tutti i modi, di ripristinare l’equilibrio iniziale o almeno di crearne uno nuovo. Per fare questo dovrà attraversare vicende, avventure, cambiamenti.


Il protagonista è spinto ad agire da questo avvenimento che sovverte lo status quo, anche se vorrebbe solo che tutto tornasse come prima, anche se non vorrebbe andare avanti. In realtà, invece, il motore della storia è innescato e non può fermarsi. Non può fermare il suo viaggio, la sua evoluzione, il suo cambiamento, la sua ricerca, la sua trasformazione. Deve andare avanti.

A seconda della storia che stiamo raccontando lo status quo può essere rotto in infiniti modi possibili e la situazione può essere risolta in altrettanti infiniti casi possibili.


A volte, quando iniziamo a scrivere una storia, abbiamo in mente proprio un evento che la fa iniziare, ma se invece partiamo da un protagonista del quale vogliamo parlare, ecco, dobbiamo creare, per lui, un pretesto per innescare una storia da raccontare e per farlo ci dobbiamo porre delle domande tipo: qual è la cosa peggiore che potrebbe capitare al mio protagonista? E come poi, questa stessa malasorte potrebbe rivelarsi come la cosa migliore che gli poteva capitare?


Proposta di lettura: Donna Levin


È necessario l’incidente scatenante?


L’incidente scatenante, come abbiamo detto, dà inizio alla vicenda, è il motore che spinge all’azione. Tutto ciò che avverrà dopo questo evento sarà la storia da raccontare. È un evento che ha un effetto dirompente sul protagonista e lo costringe a vivere tribolazioni nel breve periodo e lo porta a vivere sviluppi importanti a lungo termine. Lo porta su un altro piano, lo fa crescere, impazzire, arricchire, innamorare…


Senza l’incidente scatenante il protagonista non ha una vera e propria motivazione nel proseguire la storia, non ha nulla di definito da perseguire e il racconto rischia di diventare noioso.


Non è obbligatorio, ma se non c’è alla storia potrebbe mancare qualcosa. Quindi, a meno che non vi chiamiate Jonh Edward Williams e siate in grado di raccontare una storia come Stoner, vi invito a progettare la vostra storia inserendo un momento in cui tutto ha inizio (e dove, grazie a questo, c’è poi qualcosa da raggiungere).


Quando deve accadere?


Non esiste una regola ferrea, ma in un giallo o in un qualsiasi romanzo di genere l’incidente scatenante è bene accada nel corso del primo quarto della storia. Ciò non significa che deve essere collocato in un punto preciso, ma che deve essere inserito lì, dove lo trovate funzionale e coerente con il flusso della vostra narrazione.


Normalmente, prima di far accadere l’incidente scatenante, in una storia, si presenta il protagonista, l’ambiente, il contesto, le sue interazioni, la sua vita così com’è nella sua esistenza ordinaria. Ma è vero anche il contrario: l’incidente scatenante può anche essere la prima cosa che accade nella storia e quindi essere raccontato nelle prime righe. In questo caso la “normalità” sarà raccontata o intravista in seguito, attraverso sapienti feedback e ricordi nel corso della narrazione.


Attenzione a non farlo accadere troppo in là, in questo caso il lettore potrebbe annoiarsi e pensare che nel testo non sta succedendo e non succederà niente di interessante. È importante, peraltro, non farlo succedere nemmeno troppo presto. In alcuni casi è necessario che il lettore raggiunga una conoscenza tale con il protagonista da sentirsi coinvolto con quanto succede al protagonista, deve provare empatia per gli accadimenti che lo mettono in difficoltà, deve sentire quanto quell’avvenimento possa essere grave, quanto gli sconvolgerà l’esistenza.


Esistono, comunque, casi in cui l’incidente scatenante può accadere in un secondo momento. Se optate per questa scelta, significa che nel frattempo deve accadere qualcos’altro. Un romanzo, normalmente, oltre alla trama principale, prevede anche delle sottotrame, che coinvolgono il protagonista con altri personaggi o dei personaggi minori tra di loro. Una delle sottotrame potrebbe partire prima della trama vera e propria e occupare l’attenzione del lettore nel corso delle prime pagine, lasciando lo spazio, solo in un secondo tempo, alla trama principale.

Questa modalità è tipica e spesso evidente nelle saghe, nei romanzi a puntate o in quelli divisi in più parti, dove c’è una trama sottostante, tante piccole trame e una trama principale dove uno dei personaggi è protagonista e che però si autoconclude in un unico volume.



Come avviene l’incidente scatenante?


L’incidente, per definizione, avviene casualmente, per una sfortunata coincidenza, ed è quindi un fatto fortuito, un incidente, appunto, come un incidente d’auto, una sciagura aerea, il deragliamento di un treno, il naufragio di una nave, può essere legato a una calamità naturale come un terremoto, uno tsunami, una pioggia torrenziale, può essere legato alla morte fortuita di qualcuno al quale il protagonista è legato e che per la sua vita ha profonde conseguenze.


L’evento scatenante può avvenire anche per una decisione: in questo caso è il protagonista che decide di fare qualcosa che ha delle conseguenze importanti per la sua vita e il racconto sarà tutto incentrato su di lui e sulle conseguenze della sua decisione. Ad esempio lasciare la famiglia, uccidere qualcuno, rapinare una banca.

Al contrario, diventa casuale per chi lo subisce.


Facciamo un esempio: A chiede il divorzio da B.

Se la vicenda è incentrata su A l’evento scatenante si definisce deciso.

Se la vicenda è incentrata su B l’evento scatenante si definisce casuale.

La vicenda, ovviamente, potrebbe anche svolgersi su due binari e raccontare entrambi i punti di vista.


Tipologie di incidente scatenante


L’incidente scatenante può essere negativo o positivo. Di fatto l’evento in sé ha un suo carattere positivo o negativo in base alla sua natura, ma, se ci pensiamo, ogni evento che ci accade nella vita può avere sia una sua connotazione positiva che una sua connotazione negativa dipende dalla persona, dal momento, dal contesto.


Proviamo a prendere in considerazione qualche romanzo e a raggrupparli in base agli incidenti scatenanti:

Incidenti veri e propri:

- La caduta di un aereo, come ne Il signore delle mosche di William Golding

- Il naufragio di una nave, come in Robinson Crusoe di Daniel Defoe

Eventi sanguinosi:

- La morte misteriosa di un monaco, Nel nome della rosa di Umberto Eco

- L’omicidio di un passeggero durante un viaggio in treno, Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie

Decisioni prese dal protagonista per far evolvere la sua vita:

- La decisione di diventare scrittore, Martin Eden di Jack London

- La decisione di fare un viaggio particolarmente avventuroso, come in Viaggio al centro della terra di Jules Verne

Incontri fortunati e sfortunati:

- L’arrivo nel palazzo di uno sconosciuto, come ne L’eleganza del riccio di Muriel Barbery o La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

- Una riunione familiare, come ne All’ombra di Julius di Elizabeth Jane Howard

Eventi inaspettati:

- Il divorzio dei genitori, come in Quel che sapeva Maisie di Henry James

- Una settimana di ferie inaspettata, come in Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro

- L’arrivo di una lettera, come in Harry Potter di Rowling


Questi sono solo alcuni esempi, ma ogni evento dell’esistenza può diventare un incidente scatenante per una storia, purché risponda ai requisiti che abbiamo definito sopra. Divertitevi a cercare, nelle storie che avete già letto gli eventi che ne hanno dato l’avvio. In tutti i romanzi che avete letto esiste l’incidente scatenante? Probabilmente la risposta è no. Esistono, infatti, storie e romanzi che sono raccontati anche senza l’innesco di un evento.


Un incidente scatenante, in alcuni casi, può essere anche un evento molto molto piccolo o particolarmente delicato, come uno sguardo, la carezza di una mano. L’importante è che sia importante per il protagonista. Uno dei miei libri preferiti inizia grazie a un evento apparentemente banale: il protagonista si guarda allo specchio e si accorge di avere il naso che pende leggermente verso destra, sto parlando di Uno, nessuno, centomila, di Luigi Pirandello.

Quindi:

“La qualità dell’incidente scatenante deve essere consona al mondo, ai personaggi e al genere che gli ruotano intorno. Lo sceneggiatore (o scrittore), una volta che lo ha concepito, deve concentrarsi sulla sua funzione.” (da Robert McKee, in Story, pag. 195)


Il protagonista è cosciente del fatto che l’evento gli modifica la vita, lo spinge a fare qualcosa e che a volte (o anche spesso) può risultare restio a intraprendere. L’incidente scatenante, di fatto, dà l’avvio al Viaggio dell’Eroe (del quale abbiamo già parlato in un altro articolo).


Leggi anche: Il segreto del conflitto interiore


In personaggi particolarmente complessi possono sussistere, sia un desiderio conscio di superare le prove che gli si porranno davanti, sia un desiderio inconscio, che lui non conosce ma che gli farà vivere un vero e proprio conflitto. Il bravo narratore saprà mostrare in qualche modo questo desiderio inconscio che anche il protagonista scoprirà nel corso della storia. Dato il suo conflitto, probabilmente, le azioni intraprese durante il suo percorso potranno apparire poco coerenti, in alcuni casi, oppure potranno, a volte, andare in direzioni diverse. Quando c’è un conflitto di questo tipo, in ogni caso, sarà il desiderio inconscio ad avere la meglio, perché è quello più profondo e più vero.


Riassumendo…

“Questo incidente scatenante sconvolge radicalmente l’equilibrio delle forze nella vita del protagonista? Fa insorgere nel protagonista il desiderio di ristabilire l’equilibrio? Gli ispira il desiderio conscio di quell’oggetto, materiale o immateriale, che si ritiene ristabilirà l’equilibrio? In un protagonista complesso dà vita al desiderio inconscio che contraddice il suo bisogno conscio? Sprona il protagonista alla ricerca del proprio oggetto di desiderio? Induce il principale quesito drammatico nella mente del pubblico? Proietta l’immagine della scena obbligatoria? Se riesce a fare tutto questo allora può anche essere una donna che poggia la mano sul tavolo guardandoti in “quel certo modo”. (da Robert McKee, in Story, pag. 195)


Il più grande incidente scatenante nella storia della narrazione?

Il Big Bang.

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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