• clarissapelosi

Maiuscole e minuscole

Aggiornato il: lug 5

Oggi vorrei invitarti a una piccola caccia all’errore. Tranquillo, nulla di complicato, si tratta solo di verificare le maiuscole o le minuscole del testo che segue. In fondo, tutti sanno quando utilizzare una maiuscola, vero?

Allora mettiti alla prova: saprai individuare gli errori contenuti nel brano?

Maiuscole e minuscole come scriverle. Regole di stile

“Il Dottor Pietro Mezzi era arrivato con largo anticipo all’appuntamento presso l’ufficio del Direttor Saracco. Lasciò il proprio nominativo al segretario seduto dietro la scrivania di legno massello e si accomodò su uno dei due divanetti di velluto rosso presenti nella sala d’aspetto.

Quella sala d’aspetto aveva un aspetto curioso, constatò Mezzi. Non impiegò molto per capire come mai il direttore era sopranominato – alle sue spalle – Francesco l’accumulatore Saracco. Le sue manie di collezionismo (compulsivo, avrebbe aggiunto qualcuno) erano più che evidenti e completavano il curioso gusto in fatto di arredamento. Le pareti, dal cupo color borgogna, erano sovrastate dei più disparati decori: c’era un dipinto del Duca Emanuele Filiberto di Savoia, uno di Papa Pio IX, una serie di fotografie raffiguranti alcune necropoli costruite dalle popolazioni Etrusche e anche qualche colorato disegno in stile Pop-art. Relegata in un angolo della stanza, tra la famosa foto di Sir Winston Churchill appoggiato al bastone e il disegno dello zio Sam, la laurea conseguita con il pieno dei voti presso l’università degli studi di Torino.

Mezzi corrugò la fronte davanti a tutta quel marasma. Lui era più per l’ordine meticoloso, quasi asettico. Fece cadere lo sguardo sul panerai che teneva al polso: le dieci in punto. Puntuale come uno degli orologi svizzeri appesi alla parete, il segretario gli fece cenno: il direttore era pronto a riceverlo. Il Dottor Pietro Mezzi lasciò la stanza nella quale aveva contato cinquantasei tra quadri, ritratti, disegni e dipinti.”


Hai trovato qualche errore all’interno del brano? Quanti? Curioso di conoscere se li hai intercettati tutti?


Okay, procediamo con ordine. Per redigere correttamente un articolo, esistono delle indicazioni riguardanti l’uso della maiuscola o della minuscola per i nomi e i termini. Sappiamo che nome e cognome vanno scritti obbligatoriamente con la prima lettera maiuscola ma hai mai avuto dei dubbi, ad esempio, sugli pseudonimi? Oppure, per essere ancora più specifici, su titoli nobiliari o denominazioni di sistemi e movimenti politici? Utilizzando editor come Word o Pages si è abituati a vedere evidenziati gli errori di battitura con la classica greca rossa, ma le inesattezze di stile rilevate sono minime.


In questo momento, mentre digito, le inesattezze che si trovano all’interno del mio brano – e che Word potrebbe segnalarmi con la greca verde – non vengono mostrate. Tu, però, ricordati di controllare in Word la voce Editor (è all’interno di Revisione – Strumenti di correzione) perché è comunque un supporto.


Voglio fare un piccolo inciso: non si tratta in alcun modo di gravi errori, si correggono facilmente, ma redigere un testo, libro o articolo nella miglior forma possibile è sempre apprezzabile e denota professionalità.



Proposta di lettura: Massimo Cassani



Ed ecco una lista di regole da stampare e conservare per ogni evenienza:


Richiedono la maiuscola

  • Appellativi onorifici di carattere referenziale (Altezza Reale, lo Zar).

  • Titolo usato per indicare la carica di un personaggio (il Primo Ministro).

  • Titolo usato come sostitutivo del nome di un personaggio (il Direttore).

  • Soprannomi e pseudonimi (Cuor di Leone). Se i soprannomi sono aggiunti a nomi propri allora andranno scritti tra virgolette: Margaret Thatcher, detta “la Lady di Ferro”.

  • Nomi immaginari o derivanti dalla tradizione (lo Zio Sam).

  • I nomi di popolazioni quando usati come sostantivo (i Greci).

  • Denominazioni proprie di uno stato e dei suoi enti (la Nazione, il Parlamento).

  • Organi governativi, giuridici e amministrativi (la Corte di Cassazione).

  • Partiti politici (il Partito Conservatore).

  • Denominazioni di sistemi/movimenti politici derivati da nomi propri (il Marxismo).

  • Organizzazioni politiche, economiche, sociali e istituzioni scientifico-culturali (l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, l’Académie Française).

  • Denominazioni ufficiali di scuole, università e istituti (l’Università degli Studi di Bergamo).

  • Denominazioni specifiche di organi militari (lo Stato Maggiore dell’Esercito).

  • Denominazioni proprie di associazioni varie (la Filarmonica di Berlino).

  • Nazioni e aree geografiche (l’Italia, il Nord Pacifico).

  • Nomi propri di elementi geografici (il lago di Garda, le Bocche di Bonifacio).

  • Centri abitati, strade e quartieri (Milano, via Manzoni, Porta Genova).

  • Edifici e monumenti (il Colosseo, Westminster Palace).

  • Corpi celesti se usati in senso astronomico.

  • Periodi di rilevanza storico-culturale (il Medioevo).

  • Festività e ricorrenze religiose (la Pasqua).

  • Riconoscimenti (l’Oscar).

  • Religioni e società religiose (il Cristianesimo, la Chiesa Cattolica).

  • Denominazioni di reparti operativi di un’azienda (Direzione Contabilità).

  • Modelli commerciali (Panerai Luminor).

  • Marchi registrati (Coca-Cola).

  • Varietà animali e vegetali (Golden Retriever, mela Golden).

  • Denominazioni tassonomiche di animali e vegetali (Molluschi, Graminacee).

  • Medicinali marchi registrati (Xanax).

  • Acronimi di linguaggi di programmazione (HTML).


Richiedono la minuscola

  • Titoli civili, militari, religiosi, professionali, dirigenziali, onorifici e nobiliari quando uniti al nome (il sindaco Montali).

  • Titolo usato da solo (il sindaco di Milano).

  • Titoli stranieri (sir Winston Churchill).

  • Denominazioni proprie di uno stato e dei suoi enti se usati in senso generale o come aggettivi (i paesi europei, il governo Draghi).

  • Nomi di popolazioni usati come aggettivo, denominazioni di carattere generico, termini indicanti nazionalità/appartenenza - se intesi con spiccato senso storico-politico è possibile scriverli con la maiuscola – (la popolazione italiana, gli italiani).

  • Denominazioni di gruppi politici diversi dai partiti (la maggioranza).

  • Denominazioni di sistemi/movimenti politici (il socialismo).

  • Denominazioni di istituti di insegnamenti usati in senso generico (Ho frequentato l’università di Bergamo).

  • Denominazioni di aree geografiche corrispondenti a forme aggettivate di nomi di località (il milanese).

  • Designazioni geografiche usate in senso descrittivo (la tundra siberiana).

  • Denominazioni di elementi geografici - fatta eccezione per eventuali i nomi propri - (l’equatore, il tropico del Cancro).

  • Sede fisica di edifici ed enti (il museo egizio).

  • Avvenimenti storici - fatta eccezione per eventuali i nomi propri - (la sesta crociata, l’editto di Milano).

  • Stili culturali (il cubismo).

  • Aggettivi derivati da termini religiosi o termini che indicano appartenenza (la religione cattolica, i cattolici).

  • Varietà merceologiche e denominazioni specifiche di varietà (olio d’oliva, prosciutto cotto).

  • Denominazioni comuni di animali e vegetali (il cavallo, il pino).

  • Malattie, sindromi - fatta eccezione per eventuali i nomi propri – e nomi generici di medicinali (l’epatite, la sindrome di Down, la penicillina).

Indifferente

  • Titoli associati a denominazioni proprie (il capo di Stato Maggiore della Difesa, il capo di stato maggiore della difesa).

Ora che hai chiare le regole stilistiche, possiamo riscrivere il brano precedente utilizzando maiuscole e minuscole nel modo più appropriato:


“Il dottor Pietro Mezzi era arrivato con largo anticipo all’appuntamento presso l’ufficio del direttor Saracco. Lasciò il proprio nominativo al segretario seduto dietro la scrivania di legno massello e si accomodò su uno dei due divanetti di velluto rosso presenti nella sala d’aspetto.

Quella sala d’aspetto aveva un aspetto curioso, constatò Mezzi. Non impiegò molto per capire come mai il Direttore era soprannominato – alle sue spalle – Francesco “l’Accumulatore” Saracco. Le sue manie di collezionismo (compulsivo, avrebbe aggiunto qualcuno) erano più che evidenti e completavano il curioso gusto in fatto di arredamento. Le pareti, dal cupo color borgogna, era sovrastate dei più disparati decori: c’era un dipinto del duca Emanuele Filiberto di Savoia, uno di papa Pio IX, una serie di fotografie raffiguranti alcune necropoli costruite dalle popolazioni etrusche e anche qualche colorato disegno in stile pop-art. Relegata in un angolo della stanza, tra la famosa foto di sir Winston Churchill appoggiato al bastone e il disegno dello Zio Sam, la laurea conseguita con il pieno dei voti presso l’Università degli studi di Torino.

Mezzi corrugò la fronte davanti a tutto quel marasma. Lui era più per l’ordine meticoloso, quasi asettico. Fece cadere lo sguardo sul Panerai che teneva al polso destro: le dieci in punto. Puntuale come uno degli orologi svizzeri appesi alla parete, il segretario gli fece cenno: il Direttore era pronto a riceverlo. Il dottor Pietro Mezzi lasciò la stanza nella quale aveva contato cinquantasei tra quadri, ritratti, disegni e dipinti nella sala d’aspetto.”


Spero che questa guida stilistica ti sia d’aiuto per le future redazioni. Ti suggerisco di acquistare un buon manuale o una guida che ti sia di riferimento durante le stesure, in commercio ne troverai tante

A the different HOUSE utilizziamo “Il Nuovo Manuale di Stile” di Roberto Lesina, edito da Zanichelli e reperibile sui principali rivenditori di libri online. Ad esso mi sono riferita per creare questa mini guida.

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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