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PERCHÉ LA SCHEDA DI VALUTAZIONE AIUTA LO SCRITTORE

Aggiornamento: 3 lug 2021

Hai scritto un racconto, una serie di racconti, oppure un romanzo. Sei soddisfatto del tuo lavoro ma sai che è arrivato il momento di farlo leggere a qualcuno e avere un parere. A questo punto ti si aprono alcune possibilità che non sono esclusive ma che possono avere su di te e sulla tua opera un impatto differente.


Elenchiamo le fonti principali di un giudizio:

1) Il tuo giudizio

2) Il giudizio dei parenti e degli amici

3) Il giudizio di conoscenti “che ne sanno un po’ di scrittura”

4) I gruppi Facebook, i forum di scrittura

5) I betareader

6) I concorrenti di un concorso

7) La giuria di un concorso

8) Gli agenti

9) Gli editori

10) I lettori


Proviamo a studiarle nel dettaglio.

La scheda di valutazione per lo scrittore

Le più comuni sono quelle che circondano l’autore: sono gratuite, sono veloci e, talvolta, sono compiacenti. Si tratta dei parenti di primo e secondo grado, degli amici, dei colleghi di lavoro.

Dopo la cerchia ristretta, troviamo quella allargata. Si tratta dell’ex professore di italiano, oppure del conoscente che ha pubblicato un libro con una sconosciuta casa editrice - ma comunque ha pubblicato -, o dello zio avvocato che possiede una libreria che arreda tutta la sala.


Le prime due cerchie, la ristretta e l’allargata, sono sempre esistite. Possono cambiare i protagonisti al loro interno, ma sono degli insiemi rimasti simili nel tempo. La terza cerchia, invece, è nata grazie al web. In essa l’autore può trovare giudizi all’interno dei forum di scrittura, oppure nei gruppi Facebook (di scrittori e betareader). La diffusione della rete ha anche aumentato incredibilmente il numero di concorsi letterari e ha reso più accessibile e semplice la partecipazione a essi. Sono tanti quelli che restituiscono la valutazione della giuria o dei concorrenti.


Insomma, le fonti sono molte. Ma sono affidabili?


Il giudizio delle prime due cerchie (la ristretta e l’allargata) è quasi sempre positivo. Viene esposto in forma orale ed è gratificante. Per alcuni autori questo riscontro è sufficiente a motivare l’invio del manoscritto a una casa editrice. La terza cerchia, per la sua natura, restituisce giudizi scritti. A volte sintetici, altre volte più lunghi. Quasi sempre si concentrano su pochi aspetti. Capita anche di incrociare commenti sommari, oppure più prossimi all’insulto che al suggerimento.


Le diverse opzioni presentate sin qui sono tutte gratuite, aspetto che riveste una particolare importanza per la maggioranza degli autori, i quali talvolta tentano di unire più fonti per avere una visione migliore dell’opera.


C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo? Assolutamente no. Però bisogna avere i piedi ben piantati a terra e conoscere le regole del gioco per evitare delusioni.

Tutti gli autori desiderano visibilità: arrivare in libreria, vedere la propria opera sullo scaffale, il nome in copertina accanto a quello dei grandi Maestri. Nella realtà, la pubblicazione presso una grande casa editrice è un traguardo difficile da raggiungere e il silenzio che segue l’invio della proposta lascia un vuoto tra gli applausi degli amici e la speranza di trasformare una passione in qualcosa di più grande.


Nella nostra quotidiana esperienza, a contatto con gli autori, sono evidenti le dinamiche che s’innescano a seguito dei rifiuti o dei silenzi delle case editrici. C’è chi abbandona, chi prosegue verso l’autopubblicazione, c’è chi chiede nuovi riscontri. Ma la questione rimane lì, immutata: quali sono le caratteristiche di un giudizio che consentano all’autore di migliorare concretamente l’opera?


Prima di tutto, un buon giudizio è redatto da un buon valutatore. Si tratta di un professionista nel quale devono convivere i seguenti quattro aspetti:

1) Il valutatore deve rispettare l’opera che gli è stata sottoposta, anche la peggiore. È fondamentale rispettare lo sforzo di qualunque autore. Ogni testo è figlio di un lavoro, di un pensiero, di tempo impegnato, di energie spese. Questa fatica deve essere sempre rispettata.

2) Il valutatore deve conoscere le tecniche narrative. È alla base della lettura tecnica. Incipit, fabula, intreccio, arco di trasformazione, consecutio temporum, climax, ganci, stile, registro, sono solo alcuni dei concetti che il valutatore domina.

3) Il valutatore è un conoscitore dei classici e dei contemporanei. È un lettore aggiornato e forte. Per forte si intende che legge ogni anno trenta libri, o quaranta, o anche di più. Questa esperienza gli consente una visione allargata e un giudizio basato su solide fondamenta.

4) Il valutatore costruisce un giudizio con due obiettivi: il primo è fornire una visione “professionale” del testo e il secondo è indicare i punti di miglioramento per far emergere il potenziale. Insomma, il valutatore non si limita a descrivere lo status del testo, ma indica anche come migliorarlo.


Leggi anche: Come scrivere un racconto breve

La costruzione di un giudizio professionale implica due attività da parte del valutatore: la lettura integrale del testo e un responso organizzato per argomenti. In pratica, una scheda che affronti gli aspetti tecnici dell’opera.

Quali sono gli argomenti esposti nella scheda di valutazione? Gli argomenti possono essere tanti ed è nella capacità del redattore individuarne i principali e approfondirli. Un buon redattore unisce degli esempi tratti dal testo. Ecco alcuni temi:


Un breve riassunto. Prima di tutto la scheda prevede un riassunto del libro. Il redattore in poche righe deve sintetizzare l’opera. È una attività necessaria perché consente all’autore due verifiche: la prima è che l’opera sia stata letta; la seconda, è che il messaggio abbia raggiunto il lettore. Se il redattore scrive una sintesi diversa da quella che ha in testa l’autore, beh, c’è un problema. Un esempio: lo scrittore ha inviato un thriller, ma il redattore lo sintetizza esaltando l’azione invece della suspense.

Punti forti. La scheda deve far emergere i punti forti del manoscritto, che possono essere i più svariati. Il redattore deve mettere in evidenza quali aspetti sono i più significativi, i più innovativi, i più riusciti, e anche più spendibili sul mercato. Può essere il linguaggio, la storia, la trama, i personaggi, l’incipit, la conclusione, oppure alcuni di questi elementi messi insieme. Ciò che conta è conoscere quali sono i pilastri portanti e posare le basi di una eventuale revisione su di essi o evitare di modificarli.

La trama e l’intreccio. Ogni storia “promette” una trama e si sviluppa attraverso un intreccio più o meno complicato. Il redattore deve spiegare se questa promessa è mantenuta. Se la fabula e l’intreccio sono stati ben gestiti. Se ci sono incoerenze, salti temporali, approssimazioni, dimenticanze.

I personaggi. Nell’organizzazione della scheda la sezione dedicata ai personaggi occupa un posto di rilievo. Si inizia dal protagonista e si prosegue con gli altri. L’arco di trasformazione è adeguato? I personaggi sono delineati in maniera chiara? Sono sufficientemente caratterizzati? Le relazioni tra di loro sono ben espresse? Hanno il giusto spazio all’interno della storia? Di solito, è redatto un punto per ogni personaggio significativo.

I dialoghi. La scrittura dei dialoghi non è mai semplice come appare. Ecco alcune questioni che il valutatore deve considerare: c’è equilibrio tra testo descrittivo e dialoghi? Le battute di dialogo sono significative nel complesso della storia? Il linguaggio usato è coerente con i personaggi, l’epoca storica, il contesto? Le battute aiutano la storia a procedere o sono dei riempitivi?

Grammatica e sintassi. Com’è scritto il testo? Il redattore valuta se da un punto di vista grammaticale e sintattico il manoscritto è corretto. Se necessario, evidenzia quali aspetti della scrittura sono da correggere per rendere il testo leggibile. Fermo restando che ogni autore può avvalersi di particolarità stilistiche che ne caratterizzano la voce, il redattore fornirà anche un giudizio per quanto riguarda l’interpunzione.

Coerenza. Uno degli aspetti che può risultare a volte difficile da individuare è la coerenza interna dei vari elementi del testo. Significa che tutto, all’interno della storia, deve risultare coerente, altrimenti il lettore non crederà alla storia. Il redattore valuterà se i tempi sono rispettati, se gli episodi raccontati, il linguaggio, i personaggi, i dialoghi, sono tutti coerenti nel contesto definito, e tra di loro.

Punti da migliorare. Per ognuna delle aree sopradescritte il redattore avrà cura di inserire dei consigli per migliorare eventuali aspetti che ancora non sono ben espressi, eventualmente riportando degli esempi tratti dal testo.


Ci sono molti altri argomenti di analisi: il climax, la tensione narrativa, le ambientazioni, i ganci, la suddivisione in capitoli… È una mappa complessa nella quale un buon redattore è in grado di disegnare la giusta rotta che conduca in porto l’autore.

La scheda così redatta diviene una fonte di suggerimenti e di priorità. L’autore potrà decidere di prenderli in considerazione oppure no, consapevole di disporre di un patrimonio di riscontri in grado di valorizzare le potenzialità del testo attraverso un’accurata revisione.


Quando il redattore opera nell’interesse dell’autore offre una visione trasversale, utile a comprendere se il libro è pronto per essere presentato al pubblico e quali sono gli interventi da realizzare.


La stesura di un giudizio relativo a un’opera letteraria è un lavoro di dettaglio che necessita di competenze e di esperienza affinché la valutazione abbia come fine ultimo creare valore per l’autore. Ricevere un giudizio da una persona che non possegga una di queste due caratteristiche – o peggio, non le possegga entrambe - può rivelarsi una esperienza confortante o avvilente, dipende, ma in entrambi i casi non è in grado di aiutare lo scrittore a far emergere il potenziale dell’opera.


Tuttavia, il redattore è una persona e la scheda deve essere un punto di vista oggettivo. Capita che il valutatore, in quanto essere umano, in possesso di un proprio gusto, di un carattere, di un umore, possa essere condizionato. È un’eventualità che riguarda anche i migliori professionisti. Ecco perché a the different House ogni scheda è il frutto del lavoro di confronto di due editor: la doppia vista consente una valutazione ancor più precisa e motivata.


Il consiglio finale è di non avere fretta e di non sprecare le occasioni: prima di inviare il romanzo a una casa editrice, è opportuno essere certi di aver espresso il massimo delle potenzialità.

The different HOUSE propone schede di lettura molto approfondite, realizzate a quattro mani da due editor. Vuoi scoprire come lo facciamo? E cosa dicono di noi?

 

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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