PERCHÉ LA SCHEDA DI VALUTAZIONE AIUTA LO SCRITTORE

Aggiornamento: lug 3

Hai scritto un racconto, una serie di racconti, oppure un romanzo. Sei soddisfatto del tuo lavoro ma sai che è arrivato il momento di farlo leggere a qualcuno e avere un parere. A questo punto ti si aprono alcune possibilità che non sono esclusive ma che possono avere su di te e sulla tua opera un impatto differente.


Elenchiamo le fonti principali di un giudizio:

1) Il tuo giudizio

2) Il giudizio dei parenti e degli amici

3) Il giudizio di conoscenti “che ne sanno un po’ di scrittura”

4) I gruppi Facebook, i forum di scrittura

5) I betareader

6) I concorrenti di un concorso

7) La giuria di un concorso

8) Gli agenti

9) Gli editori

10) I lettori


Proviamo a studiarle nel dettaglio.

La scheda di valutazione per lo scrittore

Le più comuni sono quelle che circondano l’autore: sono gratuite, sono veloci e, talvolta, sono compiacenti. Si tratta dei parenti di primo e secondo grado, degli amici, dei colleghi di lavoro.

Dopo la cerchia ristretta, troviamo quella allargata. Si tratta dell’ex professore di italiano, oppure del conoscente che ha pubblicato un libro con una sconosciuta casa editrice - ma comunque ha pubblicato -, o dello zio avvocato che possiede una libreria che arreda tutta la sala.


Le prime due cerchie, la ristretta e l’allargata, sono sempre esistite. Possono cambiare i protagonisti al loro interno, ma sono degli insiemi rimasti simili nel tempo. La terza cerchia, invece, è nata grazie al web. In essa l’autore può trovare giudizi all’interno dei forum di scrittura, oppure nei gruppi Facebook (di scrittori e betareader). La diffusione della rete ha anche aumentato incredibilmente il numero di concorsi letterari e ha reso più accessibile e semplice la partecipazione a essi. Sono tanti quelli che restituiscono la valutazione della giuria o dei concorrenti.


Insomma, le fonti sono molte. Ma sono affidabili?


Il giudizio delle prime due cerchie (la ristretta e l’allargata) è quasi sempre positivo. Viene esposto in forma orale ed è gratificante. Per alcuni autori questo riscontro è sufficiente a motivare l’invio del manoscritto a una casa editrice. La terza cerchia, per la sua natura, restituisce giudizi scritti. A volte sintetici, altre volte più lunghi. Quasi sempre si concentrano su pochi aspetti. Capita anche di incrociare commenti sommari, oppure più prossimi all’insulto che al suggerimento.


Le diverse opzioni presentate sin qui sono tutte gratuite, aspetto che riveste una particolare importanza per la maggioranza degli autori, i quali talvolta tentano di unire più fonti per avere una visione migliore dell’opera.


C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo? Assolutamente no. Però bisogna avere i piedi ben piantati a terra e conoscere le regole del gioco per evitare delusioni.

Tutti gli autori desiderano visibilità: arrivare in libreria, vedere la propria opera sullo scaffale, il nome in copertina accanto a quello dei grandi Maestri. Nella realtà, la pubblicazione presso una grande casa editrice è un traguardo difficile da raggiungere e il silenzio che segue l’invio della proposta lascia un vuoto tra gli applausi degli amici e la speranza di trasformare una passione in qualcosa di più grande.


Nella nostra quotidiana esperienza, a contatto con gli autori, sono evidenti le dinamiche che s’innescano a seguito dei rifiuti o dei silenzi delle case editrici. C’è chi abbandona, chi prosegue verso l’autopubblicazione, c’è chi chiede nuovi riscontri. Ma la questione rimane lì, immutata: quali sono le caratteristiche di un giudizio che consentano all’autore di migliorare concretamente l’opera?


Prima di tutto, un buon giudizio è redatto da un buon valutatore. Si tratta di un professionista nel quale devono convivere i seguenti quattro aspetti:

1) Il valutatore deve rispettare l’opera che gli è stata sottoposta, anche la peggiore. È fondamentale rispettare lo sforzo di qualunque autore. Ogni testo è figlio di un lavoro, di un pensiero, di tempo impegnato, di energie spese. Questa fatica deve essere sempre rispettata.

2) Il valutatore deve conoscere le tecniche narrative. È alla base della lettura tecnica. Incipit, fabula, intreccio, arco di trasformazione, consecutio temporum, climax, ganci, stile, registro, sono solo alcuni dei concetti che il valutatore domina.

3) Il valutatore è un conoscitore dei classici e dei contemporanei. È un lettore aggiornato e forte. Per forte si intende che legge ogni anno trenta libri, o quaranta, o anche di più. Questa esperienza gli consente una visione allargata e un giudizio basato su solide fondamenta.

4) Il valutatore costruisce un giudizio con due obiettivi: il primo è fornire una visione “professionale” del testo e il secondo è indicare i punti di miglioramento per far emergere il potenziale. Insomma, il valutatore non si limita a descrivere lo status del testo, ma indica anche come migliorarlo.


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La costruzione di un giudizio professionale implica due attività da parte del valutatore: la lettura integrale del testo e un responso organizzato per argomenti. In pratica, una scheda che affronti gli aspetti tecnici dell’opera.

Quali sono gli argomenti esposti nella scheda di valutazione? Gli argomenti possono essere tanti ed è nella capacità del redattore individuarne i principali e approfondirli. Un buon redattore unisce degli esempi tratti dal testo. Ecco alcuni temi: