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Proposta di lettura: Anton Čechov


Senza trama e senza finale. 99 consigli di scrittura. Anton Čechov

Di che cosa parla


Pietro Brunello, curatore di questo piccolo libro così ce lo presenta: “Questo libro raccoglie alcuni consigli di scrittura di Anton Čechov, scelti dal suo epistolario. Sono suggerimenti minuziosi, che Čechov ricavava dalla propria esperienza di lettore e di scrittore. […] Sono stati scelti inizialmente per un uso personale, ma i suggerimenti di un grande scrittore possono essere utili a molti. Ecco dov’è nata l’idea di farne un libro, diviso per argomenti.” (pagg. 5-6)


Čechov corrispondeva con molti interlocutori, il suo epistolario è vastissimo e spesso nelle sue lettere dava consigli agli amici che gli sottoponevano i loro scritti. Sosteneva che le critiche fossero importanti e non risparmiava ai suoi interlocutori commenti anche negativi. Alcuni di questi commenti e consigli sono qui riportati, diventando una sorta di breve manuale di scrittura.


I 99 commenti sono di fatto una serie di consigli che il curatore ha raccolto in capitoli: Perché scrivere, Per chi scrivere, Cosa scrivere e come, Quando e quanto scrivere, Veridicità, Descrizioni, Personaggi, Sentimenti, Cose da evitare, La società letteraria, Ultime cose.


Per cosa può essere utile


I consigli di Čechov appaiono semplici, immediati, a volte telegrafici, ma racchiudono in certi casi un’essenzialità che li rende fondamentali:


“non si tratta di quello che ho veduto, ma di come l’ho veduto.” (pag. 42)


“nel raffigurare una cosa la vedete, la palpate con le mani. Questa è vera arte.” (pag. 67)


“un romanziere, un artista, deve tralasciare tutto quello che ha un significato transitorio.” (pag. 84)


Oltre che risultare efficace per migliorare la propria scrittura, questo piccolo libro può essere molto utile per conoscerne l’autore.


Un suggerimento per comprendere meglio i suoi consigli è verificare come egli stesso li ha messi in pratica: cercate qualcuno dei suoi racconti, se ne trovano anche in rete, e leggetelo con calma, analizzate l’ambientazione, i personaggi, le loro azioni, le relazioni che intercorro tra loro.


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Anton Pavlovič Čechov è stato un importante scrittore e drammaturgo russo, vissuto tra il 1860 e il 1904. Nato in una famiglia di umili origini, il nonno era un servo della gleba che riuscì a riscattare la famiglia nel 1841. Il padre gestiva una drogheria ed era un fervente religioso ma molto violento e picchiava spesso i figli. Fortunatamente, pur con tanti difetti, il padre gli permise e lo incitò a studiare.


Nel 1879 Anton si trasferì a Mosca ed entrò alla facoltà di medicina grazie a una borsa di studio. Nello stesso periodo, per necessità economiche, cominciò a scrivere dei racconti umoristici. Continuò a studiare, si laureò in medicina e cominciò a praticare. Continuò comunque a dedicare parte del suo tempo alla scrittura, componendo drammi e romanzi. Tra i suoi capolavori Zio Vanja, Il gabbiano, Le tre sorelle, Il giardino dei ciliegi.


Tra tutte le sue opere non fatevi, però, sfuggire le raccolte di racconti attraverso i quali Čechov ci fa capire quanto egli conosca la natura umana: egli lascia liberi i suoi personaggi di essere ciò che sono, senza giudicarli.


“L’artista non dev’essere il giudice dei suoi personaggi né di ciò che essi dicono, ma solamente un testimone spassionato.” (pag. 44)


Il curatore: Piero Brunello ha insegnato Storia sociale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si è occupato di migrazioni, scrittura, storia urbana, culture popolari, musica e anarchismo. Ha curato due pubblicazioni su Čechov.


 

Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE.


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