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Proposta di lettura: Antonella Cilento


La sceneggiatura. Il film sulla carta. di Syd Field

Di che cosa parla


La caffettiera di carta è un libro dedicato alla scrittura che si legge come un romanzo. Antonella Cilento, infatti, nella stesura di questo libro attraversa le tecniche di scrittura raccontando in maniera parallela la sua storia. Antonella è insegnante e scrittrice e sa come porsi al fianco di una persona che affronta per la prima volta la pagina bianca, o che ha tante idee e non sa come districarle per farle diventare un racconto o un romanzo e tra queste pagine ha portato tutta la sua esperienza.


Con grande generosità Antonella mette a fattor comune ciò che in questi trent’anni di insegnamento ha studiato lei stessa, ha sperimentato, ha condiviso, ha inventato.

Negli oltre sessanta capitoli del libro Antonella Cilento spiega in maniera discorsiva le tecniche narrative alla base della scrittura. In una sezione particolarmente riuscita, a mio parere, Antonella ci parla della memoria del tempo e del nostro corpo e invita a scrivere attraverso i cinque sensi. Ma sono tanti i capitoli che coinvolgono per i contenuti e le riflessioni. Nel corso della lettura di tutto il libro, inoltre, veniamo sorpresi da esercizi pratici e spunti di scrittura.


“Il primo gesto che insegno è antico: mettersi sul foglio con la penna e scrivere. Scrivere senza mai fermarsi, senza cancellare, senza rileggere, dimenticando sintassi e punteggiatura, senza pensare.” (pag. 27)


Impossibile riassumere in poche righe la ricchezza di spunti di questo libro, che ci parla di incidente scatenante e di destino, di schede personaggi e del sabotatore, ci parla dell’unità di tempo-luogo-azione e del punto cieco, delle forme del discorso e di equilibrio...

Il libro, inoltre, è colmo di citazioni da testi di tantissimi autori dai quali imparare ma anche lasciarsi ispirare, ma anche di tanti film e di racconti di vita vissuta.


Per cosa può essere utile


“Ciascuno di noi è una storia, anzi il frutto dell’intrecciarsi di moltissime storie. Imparare a pensarle, capirle, raccontarle ci rende migliori e allunga la vita, gli scienziati ne sono certi. Ma per raccontare bene una storia, qualunque essa sia, bisogna dominare strumenti delicatissimi e sfuggenti, forse magici: la memoria e l’invenzione, il tempo, lo spazio, la voce, la punteggiatura, lo stile...” (dalla quarta di copertina).


Antonella Cilento, per quanto riguarda il suo metodo come insegnante di scrittura si definisce una maieuta, ovvero una persona che prendendo come riferimento il metodo dialogico tipico di Socrate, interagisce con i suoi allievi alla stregua di una levatrice, aiutandoli a partorire idee, trame, scritti, pensieri, ragionamenti che diventano racconti e romanzi.


La tecnica è semplice e tutt’altro che facile: si tratta di avere la capacità di dialogare spingendo l’interlocutore a cercare dentro di sé le proprie risposte, elaborando le proprie idee e i propri pensieri. Antonella mostra, all’interno del libro questa tecnica e pare volerla applicare, pur con tutti i suoi limiti, anche nella sua modalità di scrittura.


Si può leggere simulando di partecipare a un corso di scrittura e, esercizio dopo esercizio, accumulare materiale e sperimentare tecniche, oppure si può consultare, andando ad approfondire le tematiche che interessano in quel momento. Il mio consiglio è, però, la prima volta, di leggerlo per intero!

Il libro è particolarmente interessante anche per le quarantacinque (quarantacinque!) pagine di bibliografia ragionata.


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Antonella Cilento è nata a Napoli nel 1970. Nel 1993 ha creato Lalineascritta, uno dei primi laboratori di Scrittura Creativa in Italia e da allora lo conduce. Tra le sue opere, tradotte in numerosi paesi, ricordiamo Asino chi legge (Guanda, 2010), Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori, 2014, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Boccaccio), Bestiario napoletano (Laterza, 2015), Morfisa o L’acqua che dorme (Mondadori, 2018) e Non leggerai (Giunti, 2019). Ha scritto per il teatro, la radio e attualmente collabora con la Repubblica – Napoli. Ha coordinato e condotto laboratori anche nelle scuole in diverse regioni d’Italia. Dedica tutta la sua vita alla scrittura.


“Scrivere è come respirare: non si scrive in apnea. […] Nei lunghi periodi che molte persone attraversano senza scrivere, rinunciando alla parte di sé più profonda e creativa, chiedete loro se respirano. Si impara a respirare, si impara a scrivere. Non basta essere vivi, bisogna tornare a essere vivi, imparare a essere vivi”. (pag. 36)

 

Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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