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Proposta di lettura: Joseph Campbell


Bice Mortara Garavelli. Il parlar figurato. Proposta di lettura

Di che cosa parla


“L’eroe dai mille volti è un fantasmagorico viaggio attraverso le culture di tutto il mondo e di tutte le epoche. Centinaia di miti, favole e leggende, una folla di uomini, eroi, mostri, spettri, fate e geni, un pantheon di dèi clementi e terribili, maestosi e beffardi, costituiscono la materia di un libro che dalla sua prima pubblicazione, nel 1949, si è imposto come un grande classico.” (risvolto di copertina)


È davvero un lungo viaggio, questo libro, suddiviso in due parti principali: nella prima parte, L’avventura dell’eroe, si seguono la partenza, l’iniziazione e il ritorno. La prima parte è dedicata alla partenza dell’eroe, al suo rifiuto di essere protagonista di una avventura, alla comparsa dell’aiutante fino al varco della soglia che lo fa entrare nel nuovo mondo; la seconda parte è dedicata all’iniziazione, ovvero al momento in cui l’eroe affronta le prove che gli vengono assegnate; la terza parte è dedicata al ritorno, ovvero è la parte nella quale, compiuta l’impresa, l’eroe torna alla sua vita, cresciuto, cambiato, forte delle esperienze affrontate.


“L’eroe abbandona il mondo conosciuto e si avventura nelle tenebre; qui porta a termine la sua impresa, o viene trattenuto prigioniero; e il suo ritorno viene descritto come il ritorno da una zona remota. Tuttavia – e qui sta la chiave che ci permette di comprendere il mito e il simbolo – i due regni sono effettivamente uno solo. Il regno degli dei è una dimensione dimenticata del mondo a noi noto. E la vera avventura dell’eroe è costituita dall’esplorazione. Volontaria o meno, di quella dimensione.” (pag. 261)


Il distinguo “volontaria o meno” ci fa ben comprendere quanto ogni storia, di fatto, sia un perdersi in un mondo nuovo per poi ritrovarsi, diversi e rinnovati e che questo mondo, il mondo dove l’eroe si perde, non è per forza un mondo esterno ma può essere interno.


La seconda parte, Il ciclo cosmogonico, presenta “la grande visione della creazione e distruzione del mondo” analizzando i miti che riguardano l’origine dell’universo, la figura della donna come creatrice e redentrice, la storia della razza umana fino all’annunciata fine dell’eroe e del mondo conosciuto. Lo studio è un continuo confronto tra gli scritti sacri di tutti i continenti e la sorpresa (oppure la conferma) è di trovare elementi trasversali nelle diverse culture.


Per cosa può essere utile


Si parla molto, in narratologia, del viaggio dell’eroe (Il viaggio dell'eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, di Chris Vogler), ovvero delle tappe del percorso che ogni protagonista di una storia attraversa per compiere il suo arco di trasformazione: dal momento in cui è chiamato ad affrontare l’avventura (incidente scatenante), fino al momento in cui ritorna a vivere un nuovo equilibrio di vita. Ma cosa c’è all’origine di queste tappe di un percorso così trasversale?


Attraverso questo libro Joseph Campbell, grazie ai suoi studi, ci permette di analizzare le vicende di una moltitudine di eroi “lungo i convenzionali sentieri dell’avventura universale” e ci fa da guida attraverso la storia dei miti e degli eroi attraverso i secoli e le culture, dimostrandoci come alla loro origine ci siano alcuni elementi comuni che oggi noi riviviamo nelle storie che leggiamo e che raccontiamo.


Non possiamo che approcciarci con apertura a questo grande saggio e lasciarci trasportare dallo stupore della scoperta, indipendentemente dalle nostre credenze e convinzioni. Sarà come leggere una di storia che contiene tutte le storie.


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Joseph Campbell (1904-1987) è stato un saggista e storico delle religioni statunitense. Viene definito uno dei più grandi studiosi di mitologia comparata di sempre.


La sua riflessione è stata indirizzata alla ricerca di connessioni tra lo studio della mitologia comparata e la psicologia analitica. Si è ispirato a Jung, che aveva riscontrato la presenza di figure archetipiche nell’inconscio collettivo. Questi archetipi condividono la struttura della maggior parte dei miti di tutte le culture del mondo.


Pubblicato per la prima volta nel 1949 questo saggio L’eroe dai mille volti, è stato saccheggiato dal cinema hollywoodiano sia nella trasposizione delle sue teorie in manuali di sceneggiatura ma anche più direttamente, nella realizzazione di film che sono diventati dei grandi classici. Il primo regista a scoprirne le potenzialità fu George Lucas, che applicò fedelmente la teoria enunciata nel libro di Campbell in Star Wars, sia a livello di personaggi che di trama.


Tra le sue opere ricordiamo Le maschere di Dio (4 volumi) (1962-68) e Miti per vivere (1972).


“Il sistema per diventare umani è imparare a riconoscere i lineamenti di Dio in tutte le meravigliose espressioni del volto dell’uomo.” (pag. 451)


 

Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE.


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