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Proposta di lettura: Patricia Highsmith

Aggiornato il: lug 5



Di che cosa parla


Il libro è un pratico manuale di scrittura: Patricia Highsmith ci prende per mano e ci fa attraversare ogni tappa del percorso necessario per la creazione di un romanzo. I primi nove capitoli, infatti, seguono, passo dopo passo, il lavoro dello scrittore che parte dall’elaborazione di un’idea fino alla revisione del testo: 1. Il germe di un’idea, 2. L’uso dell’esperienza, 3. Il racconto di suspence, 4. Lo sviluppo, 5. Ideare la trama, 6. La prima stesura, 7. Gli intoppi, 8. La seconda stesura, 9. Le revisioni.


Ma Patricia Highsmith fa di più, oltre a inserire nel testo una serie di esempi e di consigli pratici tratti dalla sua personale esperienza, completa il libro con una Anamnesi di un romanzo, ovvero un capitolo dedicato alla storia vera della nascita del suo romanzo L’alibi di cristallo. Non ha paura, l’autrice, a raccontarci le insicurezze, i fallimenti, le paure che in alcuni casi l’hanno attanagliata, ed è proprio da qui che viene la sua forza. Il suo libro è una cronaca sincera e per questo, preziosa.


Il libro, contrariamente al titolo, non è dedicato soltanto a chi scrive romani gialli.

“Spero che tra i lettori di questo libro ce ne siano alcuni che non hanno intenzione di diventare scrittori di gialli ma semplicemente scrittori, perché penso che molte delle cose che ho detto riguardino la scrittura in generale, o quantomeno la narrativa”.


Per cosa può essere utile


Questo libro è un piccolo gioiello dedicato non solo agli scrittori esordienti, ma anche a chi abbia già scritto qualche libro e voglia raffinare il proprio metodo. Il libro riporta esempi e consigli legati alla stesura di libri gialli ma, come dice l’autrice:

“Ogni storia con un inizio, una metà e una fine, ha della suspense; si presume che una storia di suspense ne abbia di più.” (pag. 15)


Per quanto riguarda il metodo, Patricia Highsmith racconta il suo personale modo di scrivere, e invita i lettori/scrittori a costruire il proprio, attraverso la sperimentazione di alcuni consigli che lei in maniera molto generosa offre. A proposito dei personaggi, ad esempio, scrive:

“In sostanza, si tratta di vivere con i propri personaggi e nel loro ambiente per un certo periodo di tempo, prima di scrivere la prima parola. L’ambiente e la gente devono essere nitidi come una fotografia, senza sfocature.” (pag. 46)


Il penultimo capitolo del libro, come già detto, è dedicato al racconto della scrittura di uno dei suoi romanzi: L’alibi di cristallo. Un consiglio: leggete il capitolo e poi leggete il romanzo, oppure, ancor meglio, leggete il romanzo, lasciatevi rapire dalla storia, poi leggete il capitolo che ne racconta la genesi, e poi rileggete il romanzo, vi sembrerà di sedere accanto a Patricia Highsmith e di scrivere assieme a lei.


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Patricia Highsmith (1921 – 1995) è la più famosa giallista americana. I suoi libri sono definiti, perlopiù thriller psicologici, data la sua capacità di farci entrare nella mente dei suoi personaggi riuscendo spesso non solo a raccontare ma anche a spiegare le motivazioni delle azioni più abbiette. Ha scritto e pubblicato oltre venti romanzi e sette raccolte di racconti. Molti dei suoi libri sono diventati film di successo, come ad esempio Il talento di Mr Ripley (1999), con protagonista Matt Demon. L’ultima trasposizione cinematografica di uno dei suoi film è Carol (2015), con Cate Blanchett.


Se non siete appassionati di gialli ma volete conoscere questa autrice, vi consiglio di leggere Il diario di Edith, un viaggio nella mente di una donna, nella sua fantasia, nelle sue paure, nella sua malattia.

Patricia Highsmith ha consacrato tutta la sua vita alla scrittura, lo faceva per vivere, ma tra le sue pagine non si può non riconoscere la sua passione e il suo grande amore per quest’arte.

“Mi avvio a concludere con la sensazione di aver trascurato qualcosa, qualcosa di vitale. Sì, è l’individualità, è la gioia di scrivere, che proprio non si può spiegare, catturare nelle parole, e consegnare a qualcuno perché la condivida e ne faccia uso”. (pag. 141)

La prefazione è di Andrea Camilleri.



Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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