Proposta di lettura: Raymond Carver


Il mestiere di scrivere. Raymond Carver

Di che cosa parla


“Il dono dell’amicizia di Raymond Carver, insieme ai suoi insegnamenti, è quanto questo libro cerca di evocare”(dall’introduzione di William L. Stull e Riccardo Duranti).


Sono cinque le sezioni che compongono questo libro: tre saggi scritti dall’autore sulla sua esperienza di scrittore, alcuni brevi saggi che Carver ha prodotto per presentare raccolte di racconti o opere di altri autori, una lezione di scrittura creativa, due testimonianze di persone che lo hanno conosciuto come insegnante e una serie di esercizi di scrittura creativa (ideati da William L. Stull e presenti nella versione in mio possesso) che intendono far avvicinare il lettore e aspirante scrittore alla tecnica di Carver, agli insegnamenti che anche lui ha seguito quando il suo maestro era John Gardner (autore a sua volta di un saggio di scrittura molto interessante).


Per cosa può essere utile


Se non conoscete Raymond Carver questo è un modo per guardare attraverso i suoi occhi, per capire come osservava il mondo e cosa del mondo voleva riportare nei suoi racconti: la semplicità del quotidiano, per quanto riguarda i contenuti, l’importanza dell’uso delle parole, la cura nella revisione, l’amore per i dettagli, se consideriamo la forma.


Carver era una persona umile, così lo ricordano i suoi studenti, sempre pronto a lodare gli aspetti positivi della loro scrittura, senza però lasciar correre gli aspetti che non lo convincevano. Era molto esigente con se stesso e revisionava i suoi scritti in maniera quasi maniacale. Tutto questo cercava di insegnarlo anche ai suoi studenti: ogni parola per lui era importante e bisognava scegliere quella giusta.


Il capitolo che riporta una sua lezione è un dialogo continuo con i suoi studenti, con i quali discute sul patto tra scrittore e lettore, su quanto sia importante che il lettore comprenda il messaggio che l’autore sta inviando.

Una poesia o un racconto – qualsiasi opera letteraria che presuma di chiamarsi arte – è un atto di comunicazione tra lo scrittore e il lettore. Chiunque può esprimersi, ma quello che gli scrittori e i poeti vogliono fare nelle loro opere, più che limitarsi a esprimere se stessi, è comunicare, giusto? C’è sempre l’esigenza di tradurre i propri pensieri e le proprie preoccupazioni più profonde in un linguaggio che li fonda in una forma – narrativa o poetica – nella speranza che il lettore li possa capire e possa provare quelle stesse sensazioni e interessi. Le sensazioni e le intuizioni del lettore accompagnano e integrano sempre un brano letterario” (pag. 67)


Se a volte avete voglia di scrivere ma non avete degli spunti, vi possono essere particolarmente utili i 50 esercizi proposti nell’ultima sezione. Sono suddivisi per temi e riportano dei riferimenti all’opera di Carver.

Vi riporto, come esempio, l’esercizio numero 24.

«In quel preciso momento, una cosa gli si chiarì bene in mente», dice il narratore de Il fagiano. Scrivete un racconto in cui un personaggio ha un momento di rivelazione. Questa può essere positiva, come in Cattedrale, negativa, come in Sessanta acri, o ambigua, come in Perché non ballate? (Esempi: Il fagiano, Cattedrale, Grasso, Vuoi star zitta per favore? Sessanta acri, Riuscivo a vedere ogni più piccola cosa, Febbre, Chi ha usato questo letto).


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Raymond Carver è figlio di un operario e di una cameriera, è nato in Oregon nel 1938 ed è morto nel 1988. Si è sposato molto giovane e a vent’anni aveva già due figli. Ha svolto tanti lavori per mantenere la famiglia, senza mai rinunciare al suo sogno di diventare uno scrittore di racconti e poesie, perché, diceva, non riusciva ad avere il tempo di concentrarsi su qualcosa di più lungo.


Ha iniziato a insegnare per necessità, non si sentiva a suo agio sulla cattedra ma quando riusciva ad andare oltre le sue insicurezze ed esprimere se stesso diventava un insegnante amato anche perché spesso facilitava discussioni e confronti e se chiedeva «Che cosa ne pensi?» era perché voleva davvero conoscere il parere del suo interlocutore.


È autore di raccolte di poesie e racconti che hanno rivoluzionato il modo di scrivere i racconti, tra cui ricordiamo: Cattedrale, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Vuoi star zitta per favore?


bisogna sopravvivere, trovare un posto tranquillo e lavorare sodo tutti i giorni” (pag. 143)


Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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