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Proposta di lettura: Seymour Chatman

Aggiornato il: lug 5


Storia e discorso Chatman

Di che cosa parla


Storia e discorso, testo cardine della narratologia, è stato pubblicato per la prima volta nel 1978. È lo stesso autore che, a pag. 22 dell’introduzione ce lo descrive: “Questo libro si occupa essenzialmente della forma della narrativa più che della sua sostanza, tuttavia anche la sostanza verrà discussa dove sembrerà facilitare una comprensione della forma narrativa”. Storia e discorso, infatti, è un classico dell’analisi testuale, che mette al centro uno dei principi cardine della narrazione, ovvero il fatto che una narrazione è, prima di tutto, una forma di comunicazione “per questo presuppone due parti, un mittente e un ricevente. Ciascuna parte comporta tre personaggi differenti. Dal lato mittente vi è l’autore vero e proprio, l’autore implicito e il narratore (se vi è); dalla parte ricevente vi è il pubblico reale (ascoltatore, lettore, spettatore), il pubblico implicito e il narratario (pag. 25).


Il testo analizza innanzitutto gli elementi della Storia, ovvero i contenuti, intesi come gli eventi raccontati, la loro sequenza, i tempi della narrazione per poi fare un lungo e interessante approfondimento sui personaggi e sull’ambiente; nella seconda parte analizza, invece, gli elementi del Discorso, ovvero ciò che si intende per espressione dei contenuti approfondendo il punto di vista, la voce narrativa, il monologo interiore e il flusso di coscienza.


Per cosa può essere utile


Leggere e studiare Storia e discorso significa inoltrarsi in un testo che accompagna il lettore in un’analisi mirata a cogliere la struttura di una narrazione, sia questa sottoforma di un racconto scritto che proposta attraverso immagini (sì, ci sono molti interessanti approfondimenti legati al cinema). È un testo rigoroso e approfondito, ma scritto con un intento argomentativo, attraverso il quale l’autore intende illustrare i propri studi e con la consapevolezza di lasciare spazio per aprire nuove discussioni.


È un testo teorico, approfondito, non sempre di facile lettura, richiede tempo, attenzione, apertura. In cambio contribuisce in maniera sostanziale a farci leggere la narrativa e il cinema, e non solo le grandi opere citate e portate come esempi, attraverso una modalità di lettura che lo stesso autore definisce infraleggere, intendendo un “decodificare passando dalle strutture di superficie alle strutture narrative profonde” (pag. 38).


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Seymour Chatman (1928 – 2015) è stato un importante critico letterario e cinematografico statunitense. È stato professore emerito di retorica all’Università della California Berkeley ed è tra i maggiori rappresentanti della narratologia, ovvero l’analisi delle forme del racconto. Negli ultimi anni si è concentrato soprattutto sul problema della trasposizione cinematografica di opere letterarie. Tra le sue opere: Lo stile successivo di Henry James (1972), Venire a patti. The Retoric of Narrative in Fiction and Film (1990). L’autore ha stretto un legame particolare con il cinema italiano grazie ai suoi studi su Michelangelo Antonioni, a seguito dei quali ha pubblicato: Michelangelo Antonioni: The Complete Films (2004) con Paul Duncan.


Sorprende, data l’autorevolezza del testo, l’umiltà con la quale viene proposto dall’autore:

“Ho esaminato di nuovo queste etichette [intreccio, personaggi, ambiente, punto di vista, voce narrativa, monologo interiore, flusso di coscienza], per vedere come si poteva renderle più coerenti di per se stesse e fra di loro. Le definizioni qui proposte non hanno nulla di definitivo” (pag. 289).

Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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