Proposta di lettura: Stephen King

Aggiornamento: set 11


On writing, autobiografia di un mestiere. Stephen king

Di che cosa parla


Alla domanda: “Che cos’è On Writing?”, Stephen King ha risposto: “È il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere” (dalla quarta di copertina).

Questo libro, infatti, è in parte un’autobiografia e in parte una serie di consigli di scrittura che si fondono perché la vita di Stephen King è proprio questo: scrivere, scrivere, scrivere.


Trovo molto interessante il racconto che riguarda la madre, che ha sempre avuto fiducia in lui:

“Coraggio – disse mia madre – inventane uno tu.

A quell’idea provai una sensazione di immensa possibilità, come se mi fosse stato dato libero accesso a un gigantesco edificio pieno di porte chiuse e fossi stato autorizzato a spalancare quelle che preferivo.” (pag. 15)


Stephen King racconta che cosa significa per lui la scrittura e poi illustra quali sono, per lui, gli elementi di base per la scrittura (la sua cassetta degli attrezzi): il vocabolario, la grammatica e la sintassi, lo stile.

Nella terza parte parla di scrittura ed entra nel merito di come inventare una storia.


Per cosa può essere utile


Leggere e scrivere molto è il primo consiglio che Stephen King dà ai suoi lettori: leggere; essere un lettore onnivoro, curioso, continuo e poi scrivere, dedicarsi alla propria scrittura che all’inizio può essere senza una direzione precisa, che però serve come esercizio che lui consiglia quotidiano, senza freni. Di che cosa scrivere? Di qualunque cosa.


E poi fare attenzione agli aspetti tecnici fondamentali: la storia, la trama, le descrizioni, i dialoghi, i personaggi, la ricerca quando la storia lo necessita.


E infine la revisione. Il libro si chiude con un vero e proprio regalo: un breve racconto scritto di getto e lo stesso racconto editato e corretto da lui stesso in una seconda lettura: modifiche, cambiamenti e tanti, tanti tagli.


Una nota sull’autore, qualche curiosità, una citazione


Stephen Edwin King è un autore che non ha bisogno di molte presentazioni. Poche informazioni quindi: è nato il 21 settembre del 1947 a Portland, nel Maine. La sua infanzia è stata caratterizzata dall’abbandono del padre e dalla forte presenza di sua madre, che, pur tra le difficoltà, lo ha sempre incoraggiato a leggere e a scrivere.


Dopo molti rifiuti ha esordito nel 1974 con Carrie e da quel momento la sua esistenza di scrittore è stata un crescendo. Nella sua carriera ha pubblicato oltre ottanta opere tra romanzi e antologie di racconti. Ha venduto oltre 500 milioni di copie in tutto il mondo.

Molti dei suoi romanzi sono diventati anche film di successo, tra cui Shining, It, Misery, Il miglio verde, Stand by me e molti altri.


Alla domanda: “Lo fai per i soldi?”, questa è la sua reazione:

“La risposta è no. Né ora né mai. D’accordo, ho ricavato parecchio grano dalle mie opere di narrativa, ma non ho mai buttato giù una sola parola con il pensiero di venire pagato. […] Scrivo perché così mi sento realizzato. Magari in passato è servito a estinguere il mutuo della casa o a mandare i figli al college, ma non era quello il punto. Lo faccio per la scarica di adrenalina, perché mi dà gioia e, proprio per questo, continuerei all’infinito. (pag. 239)

Questo articolo è stato scritto da Lucia Zago, editor di the different HOUSE. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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