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Scrivere un racconto pt.2: i punti di attenzione


In un articolo di qualche tempo fa abbiamo riassunto per punti le fasi della stesura di un racconto. Abbiamo una predilezione per questa modalità di scrivere storie e in questo ulteriore articolo dedicato vogliamo porre sotto i riflettori gli elementi che fanno di un insieme di parole un racconto vero e proprio, ovvero, prima di tutto, l’idea e la trama, i personaggi, l’ambiente e la scrittura. Non abbiamo la pretesa di essere esaustivi, il nostro obiettivo è stimolare l’autocritica e proporre degli spunti di miglioramento.

Le seguenti note sono il frutto della lettura di tantissimi racconti che abbiamo analizzato selezionando racconti durante i contest. Quali sono i punti di attenzione? Eccoli, in una specie di ordine.


PER LEGGERE LA PRIMA PARTE DI QUESTO ARTICOLO: QUI


Scrivere un racconto, i punti d'attenzione

L'ambiente

  • L’ambiente è un elemento essenziale di ogni storia. La scena o le scene dove si svolge deve essere chiaro nella mente del lettore e, specie se si tratta di un racconto breve, deve essere raccontato con pochi dettagli, attraverso alcuni particolari, senza lunghe descrizioni.

  • La scelta di un ambiente originale può aiutare la buona riuscita di un racconto, ma non basta a rendere originale una storia che non lo è.

  • Le descrizioni dell’ambiente sono importanti, se i racconti sono di genere ancora di più, se sono storici, fantasy o fantascientifici sono addirittura fondamentali e devono essere precisi, accurati e coerenti con le scelte fatte. Soprattutto coerenti con l’epoca storica o con il contesto futuristico: è necessario informarsi bene.

  • Più il racconto è breve più la ricerca e la scelta dei dettagli da descrivere è determinante.

  • Per le descrizioni affidatevi sempre ai cinque senti e immaginate di immergervi nella vostra scena: che cosa vedono i personaggi, da quale prospettiva?, che cosa sentono?, percepiscono degli odori, quali?, toccano qualcosa?, se i personaggi mangiano, che sapori sentono?

  • Aggiungete delle brevi descrizioni anche durante i dialoghi, accompagnate le parole a piccoli gesti, movimenti, sensazioni, arricchirete in questo modo la scena rendendola visiva al lettore.

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La scrittura

  • Attenzione ai luoghi comuni e ai cliché. Le frasi fatte e i luoghi comuni sono da evitare perché rischiano di trasmettere immagini sfuocate al lettore, privandolo di dettagli più pregnanti. Usateli con cura, usateli solo se servono, ad esempio, a caratterizzare un personaggio.

  • Curate bene il linguaggio. Rileggete, rileggete, rileggete. Verificate le costruzioni sintattiche, l’uso della punteggiatura.

  • Scegliere bene le parole. Le parole vanno sempre scelte con cura: la lingua italiana è ricca di particolarità, tanto che un linguista autorevole come Luca Serianni ha affermato che i sinonimi non esistono, nel senso che ogni parola può avere una sfumatura di significato diversa dall’altra o dover essere utilizzata in contesti verbali differenti. Usate i dizionari, verificate il significato di alcune parole che intendete usate, assicuratevi di avere fatto la scelta più giusta.

  • Poche parole ma buone. Misurare la quantità e la qualità delle parole.

  • Attenzione agli errori di grammatica. Una bellissima storia può essere rovinata da una bruttissima scrittura.

  • Un linguaggio pretenzioso e troppo complesso fa bloccare il lettore e la storia va completamente in secondo piano. Perché il lettore si deve concentrare sul significato delle parole.

  • Non essere retorici ma… c’è retorica e retorica… Il vocabolario Treccani (che deve essere un vostro fidato compagno nella scrittura) riporta i due significati principali del termine retorica: nel primo significato dice che è l’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace, che è sorta nella Grecia antica con i sofisti, con finalità prevalentemente pragmatiche, come tecnica del discorso teso a persuadere; nel secondo dice che nell’uso moderno il termine retorica viene usato spesso con valor spregiativo e sta a indicare un modo di scrivere e di parlare ampolloso e risonante, enfatico e sostanzialmente vuoto, privo o povero di impegno intellettuale, civile e morale. Utilizzare le figure retoriche, distanziarsi da un linguaggio diretto e semplice può diventare una caratteristica del vostro stile.

  • Le metafore non devono essere troppo esplicite: se ci si affida alle figure retoriche per trasmettere alcuni concetti, informazioni o immagini, queste non vanno spiegate, bisogna avere fiducia nei lettori!

  • In un racconto breve, a volte, è necessario inserire delle ellissi, ma attenzione, non sono delle semplici omissioni, altrimenti il lettore potrebbe risultare spaesato.

  • Non siate prolissi. A volte per essere efficaci non servono molte parole, meglio poche, ma quelle giuste, che sappiano creare immagini che arrivano al lettore.

  • Una buona scrittura è fondamentale ma non basta a far sì che il racconto sia un buon racconto. Non siate troppo lezioni o ricercati, se il lettore è costretto a leggere il vostro racconto con il dizionario aperto potrebbe sentirsi frustrato.

Ma c’è ancora qualcosa:


Il titolo

  • Attenzione al titolo! Non deve spiegare ma evocare.

Il punto di vista

  • Il punto di vista scelto deve essere credibile. Il narratore, dal suo punto di vista, che sia un narratore in prima persona o in terza, ha due visioni della situazione diversi. In entrambi i casi percepirà e non percepirà dei dettagli. L’autore deve saperli interpretare nel modo più corretto.

Il finale

  • Un finale misterioso che lascia aperto alle interpretazioni, a volte può essere una buona soluzione.

  • La fine deve essere spiazzante, ma non sempre è sufficiente a rendere un racconto un racconto riuscito.

  • Ciò che accade nel finale, anche se sorprende, deve essere motivato da qualcosa che succede nel corso del racconto. Il lettore non si deve sentire preso in giro, ma deve avere un insight e accorgersi, finalmente, che tutto torna!


Nessuno di questi elementi basta a sé stesso, è bene cercare un buon equilibrio tra di loro: come in una buona ricetta gli ingredienti vanno dosati con precisione e amalgamati con cura. Questa check list vi potrà, forse, essere utile, per pensare e ripensare ai vostri scritti. Scrivete, che noi non vediamo l’ora di leggervi!

 

Questo articolo è stato scritto da Michele Pelosi e Lucia Zago, editor di the different House. Ricordati che puoi sempre contattare the different House quando hai un piccolo dubbio stilistico e ti occorre un suggerimento. Ti aiuteremo gratis.


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